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Calunnie a punkabestia, tre poliziotti scagionati


Calunnie a punkabestia, tre poliziotti scagionati
14/02/2010, 13:02

“Solo poco più di due anni per giudicare tre cattivissimi poliziotti che per qualche arcano motivo non hanno lasciato che un povero pitbull giocasse in pace staccando loro gli arti a morsi! Questa volta non possiamo che complimentarci per la celerità… L’unico dubbio è: come avrà fatto il giudice a scagionare i tre folli poliziotti? Con quale coraggio ha lasciato che la passassero liscia, mortificando così la sacrosanta aspirazione del molosso morsicatore e del suo civile padroncino? Acuendo oltre tutto la frustrazione del tenero quadrupede che poco prima non era riuscito a fare un sol boccone della vecchia malefica che, addirittura, voleva entrare nel prprio garage il cui ingresso era occupato dal conte e dal suo fedele animaletto domestico…”.
Questo l’ironico commento di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato indipendente di Polizia, alla notizia della pronuncia giudiziaria con la quale sono cadute tutte le accuse a carico di un Agente, un Assistente ed un Commissario della Questura di Bologna imputati, a seconda delle posizioni, di calunnia, falso ideologico commesso da pubblico ufficiale in atti pubblici e falsa testimonianza, per la vicenda di Simone Senarega, punkabestia genovese arrestato e condannato nel gennaio 2008 perché - secondo le contestazioni inizialmente mosse ai poliziotti ed ora cadute - falsamente accusato di aver aizzato il suo pitbull contro l’Agente, che era stato azzannato. L’Agente e l’Assistente rispondevano in particolare anche di aver arrestato ingiustamente Senarega, per una resistenza a pubblico ufficiale che non ci sarebbe stata. L’episodio era accaduto il 30 gennaio 2008 nel centro di Bologna, dove Senarega aveva allestito un bivacco per passare la notte davanti all’ingresso di un garage privato. I problemi erano nati quando era arrivata la proprietaria della rimessa, una donna di 62 anni, che doveva uscire. Secondo la ricostruzione della polizia, il ragazzo aveva reagito insultando la donna la quale, poco dopo, era stata aggredita dal cane, che le aveva strappato la borsa a morsi. All’arrivo di due agenti chiamati dalla signora, il pitbull, era stato aizzato contro i poliziotti azzannandone uno ad un braccio e ferendolo, e il collega a quel punto aveva sparato ferendo a sua volta l’animale.
“Stento davvero a trovare le parole per commentare ‘seriamente’ una faccenda del genere – aggiunge il leader del Coisp -. Perché l’interpretazione di questa assurdità mi pare così tanto ovvia che non riesco a credere che si possa avere così poco buon senso da metterla in dubbio. Certo, mi rendo conto che qualche spiraglio resta per l’ipotesi del complotto… In effetti è ben possibile che la signora si sia sbrindellata la borsetta a casa sua precostituendo le prove false a carico del nobile cavaliere che in realtà non le ostruiva il passaggio, ma le stava solo pulendo gratis il vialetto di accesso al garage. E’ ben possibile, certo, che la stregaccia si sia accordata con i poliziotti intervenuti, ed anzi addirittura che insieme abbiano fatto in modo di far rispondere proprio loro alla chiamata di finto allarme, perché i ‘tiratori scelti’ che nella vita si dilettano a sparare ad innocenti bestiole avessero un alibi, supportato ovviamente dalle finte ferite che l’Agente si è procurato da solo! Ma facciamola finita! Basta con queste scemenze – si infuoca Maccari -. Quando si capirà che gli uomini e le donne della Polizia di Stato hanno problemi un po’ più seri con cui fare i conti quotidianamente? Quando si capirà quale tormento sia il fatto che a tutto quanto sopportano ogni giorno si aggiungono anche situazioni assurde del genere. Quando accidenti si capirà cosa significhi dover subire un procedimento che dura oltre due anni per aver difeso se stessi e una donna dall’aggressione di un cane inferocito?”.
“Ovviamente – aggiunge - adesso aspettiamo di sapere se ci sarà un procedimento giudiziario contro l’uomo che ha accusato ingiustamente i colleghi e come finirà. Gli daranno una medaglia, suppongo… Speriamo, così avrà almeno la possibilità di risarcire i poliziotti che ha calunniato e che, altrimenti, non vedranno il becco di un quattrino che possa minimamente ristorarli per quanto hanno subito”.”Lo abbiamo già detto e lo ripeteremo fino alla nausea, è assolutamente necessario che gli Operatori della sicurezza possano uscire dalle vicende giudiziarie che li riguardano, qualunque ne sia l’esito, in un tempo che non ne mandi in pezzi, oltre la vita personale, anche la professionalità, la credibilità, la capacità di sopportazione della gravosa responsabilità che lo Stato gli ha affidato”.

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di Redazione
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