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Cappadona (ACGI): "no a riscossione coatta per INPS, INAIL e cassa edile"


Cappadona (ACGI): 'no a riscossione coatta per INPS, INAIL e cassa edile'
04/04/2012, 11:04

“Un modo per togliere ulteriormente ossigeno agli imprenditori, in un momento in cui da un lato la crisi e dall’altro i sempre più pesanti ritardi nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione stanno stritolando le aziende”. Così Michele Cappadona, presidente dell’Agci Sicilia, commenta l’ultima circolare del ministero del Lavoro in merito al Durc, che in pratica ha introdotto la riscossione coatta da parte delle stazioni appaltanti per il recupero dei crediti delle imprese nei confronti di Inail, Inps e Casse edili. “Secondo questa circolare – spiega Cappadona – quando un ente pubblico deve liquidare una fattura a un’impresa e questa impresa ha debiti nei confronti di questi istituti, sarà l’ente stesso a occuparsi di pagare i debiti sottraendoli dalla somma da versare all’azienda. Per esempio, se io ho un debito di 10 mila euro con l’Inail e sto per ricevere un pagamento di 30 mila euro, la stazione appaltante mi verserà 20 mila euro e il restante andrà all’Inail. Ora, questa norma avrebbe senso in un Paese normale, dove le amministrazioni pubbliche pagano in tempi celeri le imprese cui affidano lavori o servizi. Ma in Italia, dove le aziende sono costrette ad attendere anche due anni per ricevere i pagamenti delle amministrazioni e di conseguenza si ritrovano spesso a versare in ritardo le tasse, questa circolare è un ulteriore cappio al collo. Un cane che si morde la coda, insomma. Il ministero – conclude Cappadona - riveda tale decisione e affronti invece i problemi delle piccole e medie imprese, che rappresentano il motore dello sviluppo del Paese. Un motore che si sta spegnendo a causa della crisi e della burocrazia”.

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di Redazione
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