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Capuano: fondo unico finanzi aziende sequestrate criminalità

Per scongiurare fallimenti

Capuano: fondo unico finanzi aziende sequestrate criminalità
17/07/2013, 12:44

NAPOLI - “Il Fondo Unico Giustizia finanzi le aziende sequestrate alla criminalità organizzata, almeno nel loro primo anno di gestione, allo scopo di scongiurare la chiusura di quelle attività che, sottratte alle mafie, si trovano ad interagire in un mercato legale tra mille difficoltà”. E’ la proposta lanciata da Alberto Capuano, giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, nel corso del forum “La gestione efficiente dei beni sequestrati – Gli amministratori ed i custodi giudiziari” organizzato dall’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, presieduto da Vincenzo Moretta.

“Una delle maggiori problematiche – ha continuato Capuano – è che gli istituti di credito revocano gli affidamenti concessi in precedenza agli imprenditori, nonostante queste attività ora operino nella legalità. Tutelare queste società vuol dire scongiurare fallimenti e tutelare l’occupazione”.

A fargli eco il numero uno dei commercialisti napoletani, Vincenzo Moretta, “bisogna rimuovere quei vincoli burocratici che limitano una gestione efficiente dei beni sequestrati: i vari passaggi amministrativi, che riguardano il coinvolgimento di più soggetti, non facilitano la velocizzazione del procedimento. I commercialisti sono in prima linea nel supportare i giudici, è un ruolo molto delicato”.

“Purtroppo al grande clamore dei megasequestri non segue quasi mai altrettanta attenzione sulla gestione dei beni – ha evidenziato Bruno D’Urso, presidente aggiunto Ufficio Gip del Tribunale di Napoli – L’attività dell’amministrazione giudiziaria è molto complessa, serve una maggiore attenzione da parte degli enti locali, ultimi destinatari dei beni”.

“Quanto viene confiscato va reimmesso nel circuito legale e destinato alla collettività – ha sottolineato Fausto Zuccarelli, procuratore aggiunto della Procura del Tribunale partenopeo – Molti beni vengono lasciati in condizioni inadeguate e chi li riceve deve impegnare notevoli fondi per ristrutturarli. Questo percorso va seguito con grande determinazione perché è il modo più concreto per contrastare la criminalità organizzata”.

Secondo Arcangelo Sessa, consigliere Odcec Napoli, “bisogna trovare una soluzione valida ed efficiente per quelle aziende poste sotto sequestro, che hanno difficoltà a mettersi in carreggiata rispetto a quelle imprese che operano da tempo in un tessuto economico e sociale legale”.

“Le attività della Guardia di Finanza in materia di sequestro sono in costante aumento”, ha rimarcato Pasquale Pilerci, tenente colonnello della GdF di Napoli. “Sono ancora molte le problematiche da affrontare, come la possibilità o meno di confiscare beni di una persona giuridica per i reati commessi dall’amministratore della stessa persona giuridica”.

“L’esito non sempre favorevole della gestione delle aziende non è imputabile alla competenza degli amministratori ma alle difficoltà che queste imprese hanno in seguito al cambio di gestione, come la sospensione delle linee di credito da parte delle banche”, ha detto Domenico Posca, presidente dell’Istituto Nazionale Amministratori Giudiziari. “La finalità della legge è restituire alla collettività beni illecitamente sottratti, ma bisogna farlo in maniera efficiente”.

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di Redazione
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