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Carloni e Lonardo vicine a Gaetanina di Paolo


Carloni e Lonardo vicine a Gaetanina di Paolo
11/01/2010, 17:01

Non mi permetto di entrare nel merito delle questioni di diritto del lavoro. Tuttavia, da donna, da madre, nel mio ruolo di presidente del Consiglio regionale della Campania, sento di dover manifestare la mia piena solidarietà umana a Gaetanina Di Paolo’’. E’ quanto afferma la presidente Sandra Lonardo, dopo aver appreso dalla stampa la storia della giovane operaia di Lioni (Avellino). ‘’La sua vicenda – prosegue Lonardo - mi ha molto colpito, mi ha imposto ulteriori (anche amare) riflessioni sulla difficoltà che, più degli uomini, vivono le donne che hanno desiderio (molte volte la grave necessità) di lavorare. Soprattutto mi ha impressionato la dignità e poi la fierezza , assolutamente spontanea, con cui la signora Di Paolo sta affrontando questo momento così difficile della sua vita. Gaetanina è più volte madre. Credo dunque che vadano esplorate tutte le strade possibili per evitare che a pagare un prezzo troppo alto siano soprattutto i suoi cinque figli.
Pertanto, lancio un accorato appello affinché chi può e chi deve possa intervenire e rivedere le sue decisioni, anche al di là delle ragioni e dei torti.. Una soluzione traumatica (il paventato suo trasferimento in India) non gioverebbe a nessuno’’. 
 
In un periodo di grave crisi economica è sconcertante ciò che sta vivendo la signora Gaetanina Di Paolo, operaia di Lioni, alla quale va tutta la mia solidarietà.
Il trasferimento a Nuova Delhi, dopo che finalmente il contratto a termine si era trasformato in contratto a tempo indeterminato, appare una ritorsione nei confronti di una lavoratrice e di una madre che, pur di lavorare, sarà costretta a lasciare la propria famiglia ed emigrare lontano.
Il Ministero del Lavoro, nelle sue sedi territoriali, deve intervenire per tutelare il diritto al lavoro. Per questo oggi ho presentato un’interrogazione urgente al Ministro Sacconi innanzitutto per conoscere le motivazioni del trasferimento, verificare se esse non intendono di fatto intralciare la reintegrazione disposta dal giudice e per chiedere al Ministero del Lavoro di attivare le proprie sedi territoriali per trovare una conciliazione tra le parti e far sì che l’azienda Cei srl riveda la propria posizione nei confronti della signora Di Paolo consentendole di lavorare in Irpinia.

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di Redazione
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