Istruzione e lavoro / Lavoro

Commenta Stampa

CARLONI (PD): DEVASTANTE IL PIANO TAGLI GELMINI IN CAMPANIA. VERRANNO CHIUSE 386 SCUOLE


CARLONI (PD): DEVASTANTE IL PIANO TAGLI GELMINI IN CAMPANIA. VERRANNO CHIUSE 386 SCUOLE
17/10/2008, 09:10

La commissione Bilancio del Senato sarà impegnata nei prossimi giorni nella conversione in legge del decreto 154 presentato dal ministro Gelmini che tra l’altro impone alla Regioni di effettuare entro novembre il piano di ridimensionamento della rete scolastica. I parametri di riferimento derivano dal Piano Gelmini (che non riforma ma taglia) che prevede un minimo di 500 alunni per autonomia scolastica e tra i 50 e i 100 alunni per ogni plesso scolastico.

In Campania le scuole con meno di 500 alunni sono 386, di queste solo 94 nella provincia di Napoli, e molte di esse sono l’unica scuola operante in un territorio comunale. Il Piano tagli si traduce con la soppressione di queste scuole e in alcuni casi con Comuni che rimarrebbe totalmente privi di un’istituzione così importante. Inoltre occorre ricordare che a Napoli e in Campania esistono un gran numero di scuole che superano il parametro massimo di 900 alunni e, applicando i criteri del Piano Tagli Gelmini, tali scuole verrebbero divise in due o tre autonomie scolastiche.

Il Piano Tagli rischia così di essere a saldo zero da un punto di vista economico mentre arreca gravi danni dal punto di vista sociale e carica di costi aggiuntivi gli enti locali(Ad esempio con il trasporto scolastico). Anche per questo motivo gli effetti del Piano Tagli Gelmini rischiano di essere devastanti, minando la scuola come istituzione profondamente radicata nei territori, fattore di identità e di futuro per le comunità.

Contro questo piano il Pd in commissione Bilancio del Senato e poi in Aula darà battaglia, si opporrà e sarà impegnato in tutte le iniziative di mobilitazione che stanno crescendo nel Paese, e in particolare nella manifestazione nazionale del 25 ottobre che abbiamo promosso, per fermare un provvedimento disastroso per la scuola italiana. 

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©