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Casagit Campania, conti in positivo


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Casagit Campania, conti in positivo
17/05/2010, 15:05

I delegati della Campania all'assemblea nazionale della Casa autonoma di assistenza integrativa dei giornalisti Italiani "Angiolo Berti" in vista dell'assemblea per l'approvazione del bilancio consuntivo convocata il 20 maggio a Roma, hanno illustrato il documento contabile.
La salute è senza dubbio il più prezioso dei beni. E uno dei primi doveri dell'uomo è quello di tutelare e difendere la propria salute, per il bene proprio, dei familiari, della società.
Consapevoli di ciò, i giornalisti italiani hanno scorporato la sanità dall'Istituto di previdenza (INPGI), costituendo, nel novembre 1974, la Cassa Autonoma di Assistenza Integrativa dei Giornalisti Italiani (CASAGIT), cinque anni prima dell'entrata in vigore del Servizio sanitario nazionale.
"Ciascuno versa secondo il guadagno e riceve secondo il bisogno".
La frase, di Giovanni Spadolini, riassume perfettamente la missione della Casagit.
La Casagit è un'associazione privata, nata per volontà del Sindacato unitario dei giornalisti, a carattere nazionale e senza fini di lucro. È stata costituita con voto unanime dal Consiglio della Federazione Nazionale della Stampa italiana, in adempimento del voto degli organi esecutivi della stessa Fnsi, dell'Ordine e dell'Istituto di previdenza, allo scopo di assicurare ai soci e ai loro familiari un sistema integrativo dell'assistenza prestata dal Servizio Sanitario Nazionale.
La riforma sanitaria è entrata in vigore il 1° gennaio 1980, ma anziché attenderla si preferì avviare subito l'attuazione, con la Casagit, della struttura integrativa per fornire alla categoria un supporto immediato, anche se ridotto di interventi, per giungere così con strutture e mezzi finanziari adatti all'appuntamento con la riforma.
La scelta è stata lungimirante, perché quando la riforma è entrata in vigore, alla Casagit aveva già aderito la maggioranza dei giornalisti, mettendola in condizione di allargare le sue fasce di intervento.
Le scelte dei promotori costituiscono le basi sulle quali si realizza lo scopo mutualistico. È l'ispirazione mutualistica, infatti, la principale caratteristica della Casagit, applicata peraltro in forma del tutto atipica.
Alla prerogativa tradizionale delle mutue, basata sul principio della ripartizione dei rischi tra i soci (che si contrappone al principio del trasferimento di questi, proprio dell'attività assicurativa) si aggiunge un criterio di contribuzione non uniforme, ma commisurato alle capacità di guadagno di ciascuno.
Per i soci contrattualizzati, è prevista una contribuzione in percentuale, che investe la totalità del reddito prodotto dall'attività giornalistica, svolta in esclusiva, secondo quanto previsto dall'ordinamento professionale.
La contribuzione è calcolata sia sulla retribuzione relativa al rapporto principale di lavoro giornalistico, sia ai rapporti di collaborazione ed anche al trattamento ridotto di pensione Inpgi, del quale l'associato fosse titolare.
Per i soci non contrattualizzati è prevista una contribuzione parametrata alla spesa media per assistito ed articolata in tre fasce basate sul reddito del socio.
Altro aspetto non secondario della mutualità della Cassa, che riguarda tutti gli iscritti, è rappresentato dall'estensione dell'assistenza all'intero nucleo familiare a carico del socio, qualunque ne sia la consistenza, secondo il modello delle assicurazioni sociali.
Tra l'altro, la Casagit è stata la prima struttura assistenziale a garantire (dal 1997) parità di trattamento alle coppie di fatto, anche dello stesso sesso.
Nata quindi dal nulla ed anticipatrice di ben cinque anni dell'entrata in funzione del Servizio sanitario nazionale, la Casagit è diventata, nel contesto solidale di tutte le strutture di categoria (Fnsi, Inpgi, Cnog), una garanzia reale per i giornalisti italiani e per le loro famiglie.
La fase di consolidamento e di sviluppo di questo organismo si è avuta con la contrattualizzazione del contributo, avvenuta il 1° agosto 1982.
Sono state così date certezza agli investimenti da effettuare e maggiore capacità nell'offerta di prestazioni, con un'attenzione diffusa su tutto il territorio nazionale e non solo nelle aree a più elevata concentrazione di aziende editoriali.

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di Nando Cirella
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