Istruzione e lavoro / Lavoro

Commenta Stampa

Caserta. Cgil Fp, un tavolo istituzionale per una revisione del piano ospedaliero


Caserta. Cgil Fp, un tavolo istituzionale per una revisione del piano ospedaliero
23/05/2010, 18:05

La Funzione Pubblica Cgil, la Confederazione di Caserta e la Funzione Pubblica Cgil Regionale hanno riunito l’ attivo dei quadri e dei delegati delle strutture sanitarie della provincia di Caserta per un primo esame del piano ospedaliero predisposto dal Sub-commissario regionale alla Sanità, di cui sono stati riportati ampi stralci sulla stampa. Dalla discussione sono emerse varie considerazioni ed osservazioni. In primo luogo si è rilevato che l’impostazione del piano, indipendentemente dalle necessarie e condivise esigenze di razionalizzazione e riqualificazione del sistema sanitario in Campania, risente fortemente dei vincoli economici imposti dal piano di rientro, con la conseguenza di non disegnarlo ponendo al centro il cittadino-paziente, ma piuttosto le esigenze di bilancio.
In secondo luogo si rileva la mancanza di un concreto coinvolgimento degli Enti locali in materia di programmazione, verifica e controllo. Si ritiene, invece, fondamentale l’organizzazione in rete del sistema, in modo da favorire l’integrazione socio-sanitaria ed il rapporto con i Comuni per l’assistenza sociale. La mancanza, poi, di un confronto preventivo di merito sulla predisposizione del piano con le stesse istituzioni locali ed delle rappresentanze sociali, rende più problematico una fattiva realizzazione in termini positivi dell’intero impianto.
Per quanto concerne la provincia di Caserta si riconosce, nella relazione di accompagnamento al piano, che il numero di posti letto assegnato alla provincia di Caserta è inferiore agli standards, non solo nazionali ma anche regionali, e si rimanda il recupero della differenza al completamento del policlinico universitario in costruzione.
È da qui che parte una riflessione sulla portata degli effetti del riassetto ospedaliero che s’intende realizzare: il numero dei posti letto assegnato a Caserta è comprensivo della previsione dei 500 posti letto del Policlinico, quasi un quinto del numero complessivo.
In base a tale previsione l’assetto del servizio ospedaliero provinciale ipotizzato nel piano regionale presenta alcuni rischi potenziali che non devono essere sottovalutati, considerati anche gli imprevedibili tempi di realizzazione dell’opera universitaria:
1. una carenza insostenibile, perché al momento risultano mancanti i 500 posti letto del policlinico a cui si aggiunge la contrazione dei posti letto per effetto delle disattivazioni previste nel piano ospedaliero regionale;
2. l’acuirsi delle condizioni di maggiore carenza per un’area importante del territorio provinciale per effetto della soppressione del progetto di un nuovo ospedale, programmato proprio per potenziare l’offerta sanitaria ospedaliera e ridurre la mobilità passiva dell’utenza verso le regioni confinanti.
Un altro aspetto su cui occorre soffermarsi è l’offerta dei servizi distrettuali:
è ormai diffusa e condivisa l’idea che bisogna investire fortemente nell’offerta di servizi sanitari territoriali, per ridurre il ricorso inappropriato ai ricoveri ospedalieri che nella nostra Regione raggiungono percentuali molto più alte rispetto alla media nazionale, ed è altrettanto assodato che occorre concentrare nei distretti il punto di governo della soddisfazione del bisogno di salute manifestato dai cittadini, attraverso non solo l’accoglienza e l’ indirizzo, ma anche controllando il buon andamento dei processi assistenziali;
non sfugge, però, che se è condiviso tale obiettivo, contemporaneamente si ha anche la consapevolezza che il suo raggiungimento richiede cambiamento culturale di approccio, sia da parte della cittadinanza sia degli operatori, quindi, tempo e adeguati investimenti di risorse economiche e professionali, nuovo protagonismo da parte delle istituzioni locali.
Pertanto, i processi innovativi dovranno essere accompagnati da investimenti certi e dalla graduale rivisitazione dell’attuale sistema, non trascurando i tempi di realizzazione.
In mancanza di un equilibrio dei citati fattori si correrebbe il rischio di aggravare ulteriormente la situazione sul territorio, con conseguenze nefaste sui livelli di assistenza da garantire.
Appare, quindi, alla luce delle osservazioni sopraesposte, fondamentale sollecitare momenti di confronto per fornire utili contributi di merito all’impianto del piano, al fine di ridurne gli effetti negativi sui cittadini.
La CGIL di Caserta certa della necessità di modificare l’attuale stato del sistema sanitario provinciale, intende partecipare alla discussione in atto sulla razionalizzazione e riqualificazione dello stesso, ponendo al centro della sua iniziativa l’obiettivo dell’efficienza e dell’efficacia, quali presupposti indispensabili alla realizzazione di un sistema di qualità.
Si ritiene, quindi, di dover recuperare uno spazio di discussione in cui i soggetti istituzionali del territorio, le associazioni, i sindacati, le parti sociali in generale, abbiano la possibilità di compartecipare alla definizione e alla realizzazione del modello per la sanità, per un’assunzione diretta delle responsabilità.
Ciò, nella convinzione che un progetto che non parta dal contributo dei territori rischierebbe di essere fuori dalla realtà, e alimenterebbe ulteriori forme di conflittualità, non utili al raggiungimento di positivi obiettivi.
Per questo motivo la CGIL della provincia di Caserta propone la costituzione immediata di un tavolo provinciale con tutti i soggetti istituzionali e parti sociali per una produttiva cooperazione sull’argomento
CGIL Provincia di Caserta - FP CGIL Provincia di Caserta

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©