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Caserta, Convegno "Agricoltura e Immigrazione"


Caserta, Convegno 'Agricoltura e Immigrazione'
01/03/2011, 10:03

Acli Terra (Associazione professionale agricola delle Acli) e le Acli, impegnate da sempre sui problemi dell’immigrazione con un complesso sistema di azioni ed interventi sul piano promozionale, oltre che assistenziale e previdenziale, organizzano, per il 10 Marzo 2011, un Convegno nazionale sul tema “Agricoltura e Immigrazione”, che si terrà a Caserta presso l’Aula Magna della Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, nella prestigiosa cornice della Reggia Vanvitelliana.

I lavori del Convegno prenderanno le mosse dalla presentazione del Rapporto dell’INEA “Gli immigrati nell’agricoltura italiana”, a cura di Manuela Cicerchia e Pierpaolo Pallara, una ricerca che rende disponibili una serie di riflessioni a premessa dello sviluppo di nuove e stimolanti prospettive di analisi relativamente alle caratteristiche quanti-qualitative dei flussi migratori, all’assetto normativo, alla piaga del lavoro irregolare e del caporalato, alle problematiche relative all’inclusione sociale dei migranti, alla necessità di individuare e soddisfare i nuovi fabbisogni formativi, alle modifiche nell’organizzazione del lavoro aziendale, alle condizioni contrattuali e reddituali.

Le argomentazioni tratte dal Rapporto assumono un particolare valore anche perché presentate in un contesto territoriale, quale quello campano-casertano, ricco di presenza e di impiego in agricoltura di lavoratori extracomunitari.

I principali risultati del Rapporto Inea e gli elementi di conoscenza che derivano dalla lettura di sistema fornita dalla ricerca sono particolarmente rilevanti nel confronto con le specificità locali, le attese delle persone, gli obiettivi e le volontà delle Istituzioni, la missione e l’azione di chi opera per l’accoglienza e l’integrazione, come nel caso del Sistema Acli.

Le molteplici e peculiari problematiche di una società ormai effettivamente multiculturale, dei cambiamenti intervenuti sul piano economico, culturale e civile, delle aspettative di miglioramento delle condizioni di vita degli immigrati, in relazione a processi sempre più consistenti di stabilità e di integrazione, sono questioni che attengono ad un complesso più generale di diritti, in parte conquistati e in parte da conquistare, ma anche di processi di accoglienza e di convivenza da rendere più adeguati ed efficaci.

La specificità territoriale, emblematica di una questione particolare del lavoro, come si configura nella più vasta e complessa questione meridionale, consentirà di verificare e condividere le “previsioni” del Rapporto dell’INEA e di arricchirne, se possibile, l’orizzonte alla luce del significato di eventi che, dal 2009 ad oggi, si sono imposti con forza all’attenzione della pubblica opinione.

Le cronache drammatiche provenienti dai territori di Rosarno e Castel Volturno, i rapporti della missione di Medici Senza Frontiere sulla condizione dei braccianti agricoli nel Mezzogiorno, quanto si sta registrando in questo periodo in Nord Africa ed in Medio Oriente, mettono in luce tutta la gravità delle emergenze sociali che anche le campagne italiane stanno sempre più direttamente documentando.

Più che casi locali, da lasciare a loro stessi, si tratta di segni di problematiche in parte ancora sommerse, come segnali d'allarme di un mondo rurale in crisi e in piena trasformazione, che deve, però, all’immigrazione la possibilità storicamente concreta di sopravvivere e di sviluppare grazie alla risorsa di mano d’opera che quella rende disponibile.

Come sottolineato anche dal recente dossier sull’Immigrazione della Caritas e della Fondazione Migrantes: “non è concepibile il futuro dell’Italia senza lavoratori immigrati. Gli immigrati sono stati utili per rimediare alle carenze di manodopera in diversi settori. Si tratta all’incirca di due milioni di persone, che incidono per circa il 10% su tutti gli occupati. L’inserimento è avvenuto in misura massiccia nel settore familiare, in edilizia e in agricoltura, e in misura comunque consistente in molti altri comparti”

La ragione del Convegno è, dunque, principalmente strategica, nel senso che l’occasione deve servire a registrare, sulla base di una corretta informazione scientifica, quanto in Italia è effettivamente e positivamente cambiato, ma anche a disegnare uno scenario di futuro e di civiltà di cui sarebbe doveroso valorizzare tutti i prodromi per non sottovalutare speranze e sofferenze di tanti uomini e donne che, spesso, dell’emigrazione non hanno fatto una libera scelta.

A discutere di questi temi saranno, oltre agli studiosi dell’INEA, l’Arcivescovo di Capua e Presidente della Commissione Episcopale CEI per le Migrazioni, Mons, Bruno Schettino, il Direttore del “Centro Fernandes” di Castel Volturno, Antonio Casale, il Responsabile Nazionale dell’Area Immigrazione delle ACLI, Antonio Russo, e l’Assessore alle Politiche dell’emigrazione e dell’immigrazione della Regione Campania, Severino Nappi.

Il Convegno, che sarà presieduto dal Presidente nazionale di Acli Terra, Michele Zannini, si concluderà con gli autorevoli interventi di Sergio Marini, Presidente di Coldiretti, e di Andrea Olivero, Presidente nazionale delle Acli.

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di Redazione
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