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Cementir: nuova conferenza di servizi


Cementir: nuova conferenza di servizi
26/09/2009, 14:09

Si è tenuta l’ennesima riunione della conferenza di servizi per il progetto di ampliamento all’attività estrattiva della Cementir. La seduta odierna ha chiarito ulteriormente l’importanza che hanno o avranno le definitive decisioni degli Enti coinvolti al tavolo della conferenza. E infatti si può affermare che il destino del territorio casertano è nelle mani dell’autorità di bacino o per meglio dire del Comitato istituzionale dell’autorità di bacino presieduto dall’assessore Walter Ganapini, noto e popolare assertore dell’utilizzo dei cementifici quali inceneritori di rifiuti. Il Comitato istituzionale, su istanza della Cementir ha riclassificato le aree oggetto di ampliamento di cava da elevato e medio rischio idrogeologico a basso rischio idrogeologico. Rendendo con tale “declassificazione” il vincolo idrogeologico derogabile cosi come detta il piano cave. Peccato però che il piano di assetto idrogeologico all’articolo 40 comma 2 delle norme di attuazione impone che nelle aree perimetrale a rischio a prescindere dall’entità del rischio, il vincolo idrogeologico non può essere derogato. Ma non finisce qui, perché l’emerito comitato istituzionale con a capo l’ ”ambientalista” Ganapini sta provvedendo all’aggiornamento del PAI (piano assetto idrogeologico) con il rischio per i casertani di annullare il rischio, previa modifica o abrogazione della norma. Nel caso in cui l’art. 40 rimane invariato anche nel nuovo regolamento, la Cementir vedrebbe il suo progetto bocciato completamente senza alcun salvataggio di stralci di progetto. Nella prossima seduta del 15 ottobre oltre alle eventuali novità che potrebbe esprimere l’autorità di bacino, si attende anche un riscontro della Provincia al’istanza degli imeni boschetti progettati sui colli maddalonesi dalla Cementir. In sintesi la Cementir dopo il parere negativo della Provincia avvalendosi di un tecnico ha chiesto all’Ente di poter piantumare alberi dopo aver cavato la montagna. Quindi nel caso in cui l’amministrazione provinciale dovesse accogliere tale istanza, autorizzerebbe l’attività di cava. La Provincia viene chiamata a pronunciarsi per la seconda volta, perché alla Cementir di Caltagirone non è piaciuto il parere negativo già espresso sul vincolo di rimboschimento. Il vigente PAI non viene quasi considerato perché si attende il nuovo su istanza della Cementir che ha già ottenuto una diminuzione dell’entità del rischio idrogeologico. Come si può riclassificare un area collegata alla cava attiva della stessa Cementir e sulla quale non è stato effettuato alcun intervento sostanziale di messa in sicurezza da elevato e medio a basso rischio? Certo se la Cementir non si amplia, venendo a mancare la vicina materia prima, avrà qualche difficoltà a bruciare immondizia e quindi a rispettare gli accordi con l’assessorato regionale. Ed ecco che ampliamento e incenerimento diventano contestuali. E guarda caso chi diventa l’attore principale della conferenza di servizi? Walter Ganapini e il Comitato Istituzionale che potrebbero cambiare le attuali regole. Ora non ci vengano a dire che è casuale l’accordo siglato dall’assessorato regionale con l’Aitec (associazione cementieri) per bruciare rifiuti nelle cementerie, che è causale l’aggiornamento al PAI, che è casuale il tentativo di rendere derogabile il vincolo idrogeologico. L’ autorità di bacino dovrà spiegare alla Magistratura per quale motivo si tende a svincolare dal rischio idrogeologico una area già classificata di crisi dal piano cave per la cui criticità influiscono oltre ad altri fattori anche il dissesto idrogeologico.

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di Giovanni Maietta
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