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Metalmeccanici e dipendenti pubblici per chiedere tutela

Cgil, in piazza a Roma oltre 700mila lavoratori


Cgil, in piazza a Roma oltre 700mila lavoratori
13/02/2009, 21:02

Oltre 700 mila in piazza oggi per rispondere all'appello' della Cgil contro la politica anti-crisi del governo: metalmeccanici e dipendenti pubblici, in una inedita alleanza, per chiedere nuove misure di intervento a difesa del salario e del lavoro alla luce di una recessione che sta pesantemente mordendo l'economia. ''La dignita' del lavoro e' un bene pubblico, basta precarieta', piu' salario, piu' diritti, piu' legalita''', recita lo slogan del lungo corteo che ha invaso oggi, con il folklore tradizionale di un happening sindacale, le strade di Roma.

Una mobilitazione a cui ha partecipato anche una nutrita pattuglia di politici del Pd, che ha accompagnato lo sciopero di otto ore proclamato da Fiom e Fp e che non esaurira' il pressing della confederazione di corso Italia sull'esecutivo. "Si e' cercato di dividere tra Cipputi e Travet ma i lavoratori non si fanno dividere e questa e' la risposta. La mobilitazione continuera' per strappare quelle risposte che il governo non vuole dare sulla crisi economica", promette il leader della Cgil, Guglielmo Epifani alla piazza 'stupito' anche delle "preoccupazioni" espresse oggi dal premier, Silvio Berlusconi sull'andamento della crisi. "Spero sia una coincidenza con il nostro sciopero e sono convinto che sciopero dopo sciopero riusciremo a far cambiare la politica economica al governo", spiega.

E la confederazione di Corso Italia tornera' a contarsi il 4 aprile prossimo con un nuovo appuntamento nazionale, una nuova "prova di forza morale del mondo del lavoro" che si svolgera' sempre a Roma, in uno dei luoghi diventato dal 2002 ormai simbolo per il sindacato, il Circo Massimo. E torneranno a chiedere quello che hanno chiesto anche oggi: "interventi eccezionali per fronteggiare una crisi eccezionale", come riassume sempre Epifani che insieme ai leader di Fiom ed Fp , Gianni Rinaldini e Carlo Podda, elenca il lungo cahiers de doleances che il sindacato gira al governo. "Avevamo chiesto di non lasciare soli i lavoratori, di guardare ad anziani e pensionati, di programmare una politica industriale, ammortizzatori sociali per tutti, di sanare la precarieta' nel pubblico impiego e un fisco amico dei lavoratori dipendenti, gli unici a pagare piu' tasse nonostante il loro reddito si riduca.

Ma dal governo non e' arrivata una idea sul come gestire la crisi. E' arrivato invece l'accordo separato sul contratto", spiega. E allora e' la Cgil a lanciare una proposta di solidarieta': "aumentare il prelievo fiscale per i redditi sopra i 150 mila euro per 2 anni destinando il miliardo e mezzo di gettito al sostegno dei redditi di 5-600 euro al mese", come spiega ancora Epifani. E critiche al governo arrivano anche per quel che riguarda l'accordo sul potenziamento delle risorse per gli ammortizzatori sociali raggiunto questa notte con le Regioni. "E' una prima intesa che arriva pero' con molto ritardo. Quanto abbiamo dovuto aspettare, quante lotte abbiamo dovuto fare per arrivare a questo?", dice sollecitando ora l'esigibilita' immediata dell'accordo perche' "il fattore tempo e' decisivo". Ma il governo rinnova le accuse: "lo sciopero della Cgil e' un errore e la Cgil deve riflettere sul suo isolamento", dice il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi.

E anche Federmeccanica attacca: "due scioperi generali della categoria nell'arco di 60 giorni, in un contesto economico come quello attuale, sono la chiara dimostrazione che la Fiom sta sempre piu' accentuando la propria deriva politica, movimentista e protestataria. Non di scioperi ha oggi bisogno il nostro settore, come ha perfettamente capito quell'86% di lavoratori che non ha scioperato.Lo capira' anche la Fiom?", commenta il presidente, Pierluigi Ceccardi, che smentisce i dati di adesione allo sciopero della Fiom; non il 70% ma il 14%, cifra ancora piu' bassa del 18% registrato dall'ultima mobilitazione di dicembre.

E ai problemi economici si intrecciano le polemiche politiche di questi giorni, a cominciare dal ruolo della Costituzione. Una carta e dei valori che "la Cgil difendera' con le unghie e con i denti", assicura Epifani che chiede a Berlusconi "lui che ha giurato su questa Costituzione dica che e' anche la sua Costituzione". A sostenere la mobilitazione Cgil anche oltre 100 politici del Pd. Ma l'assenza del leader, Walter Veltroni, non ha pesato per Epifani sul valore della manifestazione: "La lettera di Veltroni esprime una sostanziale vicinanza alle ragioni dello sciopero.

E' un passo avanti rispetto alla mobilitazione del 12 dicembre scorso", commenta. Presente invece l'ex premier Massimo D'Alema: "il Pd deve rappresentare i lavoratori", risponde a chi gli chiede il perche' della sua presenza. E su Veltroni aggiunge:"Il segretario del partito non e' qui perche' ha anche altre responsabilita'. Comunque non voglio polemizzare con Veltroni", conclude.

E Bersani aggiunge come l'assenza di Veltroni possa essere letta come un tentativo di salvaguardare l'unita' sindacale: "Veltroni non c'e' ma ci siamo noi.L'idea che i partiti debbano aderire agli scioperi, la considero senza fondamento", spiega aggiungendo: "immagino che la preoccupazione di Veltroni sia quella di dare un messaggio di ricomposizione dell'unita' sindacale. Per questo capisco la sua scelta. E' giusto esserci ma il Pd c'e', qui oggi siamo in tanti...".

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di Redazione
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