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CGIL Napoli: "sottopagate le categorie svantaggiate"


CGIL Napoli: 'sottopagate le categorie svantaggiate'
12/03/2012, 16:03

La Camera del Lavoro Metropolitana di Napoli insieme con Ufficio Politiche Disabilità CGIL e Nidil CGIL Napoli denunciano uso strumentale dei lavoratori svantaggiati per un Vantaggio Commerciale delle agenzie di somministrazione, derogando i diritti dei lavoratori

Siglato un accordo fra Assolavoro e Italia Lavoro che permette di assumere i lavoratori appartenenti alle categorie svantaggiate sottopagandoli o sottoinquadrandoli, trasformando la somministrazione da “flessibilità tutelata” a precarietà sottopagata.

Da oggi si può alimentare la precarietà in somministrazione grazie alla direttiva comunitaria 2008/104/CE in raccordo con l'ex articolo 13, comma 5 bis D.LGS n 276/2003 che prevede la possibilità di sottopagare gli svantaggiati in deroga al principio di parità. Pertanto, le agenzie per il lavoro "cambiano strategia" sui lavoratori, recluteranno, in nome di un programma d’inserimento per le categorie svantaggiate, derogandone tutti gli altri diritti” .

Una decisione unilaterale del governo, dopo che il sottosegretario Martone si era limitato alla semplice “audizione” delle parti, dichiarando la competenza per un possibile accordo affidata al tavolo nazionale in corso fra Italia Lavoro S.p.A. e Agenzia Tecnica del Ministero del Lavoro per l’attuazione delle disposizioni finalizzate all’inserimento lavorativo, tramite contratti di somministrazione, dei lavoratori svantaggiati. Cosìcchè, tale convenzione rende possibile alle Agenzie di somministrazione l’attuazione di forniture di personale in somministrazione secondo quanto previsto dall’art.13.

Per la prima volta è introdotta una deroga al principio di parità di trattamento economico e normativo tra i lavoratori somministrati ed i dipendenti del soggetto utilizzatore con i soli vantaggi per le aziende utilizzatrici ad accedere alla qualità del servizio di somministrazione a costi particolarmente vantaggiosi, e senza oneri, utilizzando le categorie svantaggiate: inoccupati e/o disoccupati; adulti soli con carichi familiari; disabili; over 50 ; non in possesso di diploma e o titoli di studio professionali.

A questo si aggiungono le novità dell’eliminazione dell’obbligo di fornire i motivi di ricorso al lavoro interinale e dei limiti contrattuali per tutti i percettori di ammortizzatori sociali e per gli svantaggiati, alimentando una ulteriore precarizzazione del lavoro, con in più la possibilità di sottopagarlo, rischiando il cambio di pelle della somministrazione, da “flessibilità tutelata” a precarietà sottopagata intervenendo per di più a gamba tesa in un momento delicato di trattativa con il governo per il superamento della precarietà.

Le persone con disabilità, in particolare, sono oggetto di un vero e proprio accanimento: dopo l'attacco al welfare, al diritto all'istruzione, alla sanità e così via, si vedranno nell'assurdo paradosso di dover “pagare”, attraverso la riduzione salariale, la propria condizione di diversità!

Per queste ragioni chiediamo con tutta la nostra forza affinché nel tavolo negoziale sul mercato del lavoro fra governo e parti sociali siano apportate le necessarie modifiche su quanto finora denunciato e impegniamo le strutture/categorie a sensibilizzare le lavoratrici e i lavoratori a sostegno delle nostre battaglie!

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di Redazione
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