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Preoccupazione dei rappresentanti della 7° Municipalità

Chiude Villa Russo, disastro per l'intera area nord di Napoli


Chiude Villa Russo, disastro per l'intera area nord di Napoli
31/07/2009, 15:07

Alla luce delle ultime preoccupanti notizie, all'origine delle manifestazioni di protesta effettuate dai lavoratori, la chiusura della clinica Villa Russo di Miano rappresenterebbe un disastro per l’area nord di Napoli. Esprimo grande amarezza per il mancato rispetto degli impegni assunti in sede regionale e solidarietà ai lavoratori.
A questo punto è necessario che i rappresentanti delle istituzioni ad ogni livello intervengano per salvare il futuro dei lavoratori e quello della clinica.
Regione, Provincia e Comune mettano in campo ogni sforzo e si esprimano con chiarezza, come già dimostrato in altre complesse situazioni, per trovare una soluzione concreta rispetto ad una delicatissima trattativa. La dismissione della struttura avrebbe ricadute non solo sul piano occupazionale ma sull'intero quartiere di Miano e sui quartieri limitrofi, desiderosi di riscatto piuttosto che di queste scelte che vanno in direzione opposta.

“Urge mettere in campo rapidamente tutte le risorse economiche per scongiurare la chiusura della casa di cura Villa Russo di Miano” cosi dichiara preoccupato il Presidente della IV Commissione Regionale, Pasquale Sommese. “Villa Russo - sottolinea Sommese - svolge un importante funzione nel sistema sanitario dell’ area nord di Napoli, territorio che già vive un forte disagio sociale ed economico. Il preannunciato licenziamento di circa quattrocento operatori sanitari avrebbe forti ricadute negative su tutto il territorio”. “Si richiede - conclude Sommese unitamente al Presidente della VII Municipalità Giuseppe Esposito - uno sforzo straordinario all’ Assessore alla Sanità della Regione Campania e al commissario straordinario della ASLNA/1, in vista del decisivo incontro convocato dal prefetto di Napoli per la settimana prossima”.


«Un vero e proprio dramma quello del mancato pagamento degli stipendi ai dipendenti della Casa di Cura Villa Russo. Oltre all’inevitabile tragedia di tante famiglie che mese dopo mese vedono sempre più diminuire le proprie possibilità di sopravvivenza economica, ci si deve, inevitabilmente, aggiungere quello dello stato degli ammalati che, ovviamente, non possono contare sulla piena collaborazione di chi finora ha avuto cura di loro e cioè i dipendenti stessi. È appena il caso di rilevare il ruolo fondamentale che la casa di cura Villa Russo ha svolto nell’ambito della psichiatria non solo nell’importante area nord di Napoli ma nell’intero contesto metropolitano. Credo sia ormai giunto il momento di attivare un tavolo congiunto tra le parti dove la Regione deve svolgere appieno il suo ruolo per evitare una nuova pagina nera alla sanità campana». Questo il commento del Presidente della Commissione Bilancio in Consiglio Regionale della Campania, Nicola Marrazzo, di Italia dei Valori, sulla vicenda legata al mancato pagamento degli emolumenti ai dipendenti della Clinica Villa Russo, ormai da mesi in lotta.

Perdere posti di lavoro nell’area nord è un pericolo da scongiurare ha dichiarato il Presidente del Gruppo Consiliare di Sinistra Democratica Salvatore Parisi; “Sindaco, Giunta e Consiglio Comunale tutto si schieri a difesa di una preesistenza economica irrinunciabile e si lavori per evitare disagi e chiusure. Si intervenga con la Regione per trovare soluzioni che garantiscano stipendi e posti di lavoro ed evitino traumi soprattutto ai lungodegenti di psichiatria ricoverati”

Anche Sarnataro è preoccupato per la situazione che colpisce le famiglie dei dipendenti della struttura sanitaria:" E’ più che mai preoccupante il livello di tensione che si sta manifestando tra i lavoratori di Villa Russo.
Eppure, con grande senso di responsabilità, nell’ultima audizione tenuta in III ed in V Commissione Regionale, con la presenza dell’Assessore alla Sanità, Santangelo e dei responsabili dell’ ASL Napoli centro, si era raggiunta l’intesa che la stessa ASL avrebbe proceduto alla parziale liquidazione di fatture sospese per assicurare la corresponsione di almeno due stipendi ai lavoratori.
Allo stato ciò non è avvenuto e si confida che il ritardo venga rapidamente recuperato riportando, così, un minimo di serenità tra i dipendenti della casa di cura.
Si tratta di un atto importante e necessario per evitare il perdurare e l’accrescere di reazioni che turbano l’ordine pubblico e la civile convivenza le cui responsabilità comunque non possono essere imputate a chi ha espletato ogni tentativo per riportare un clima pacifico, assicurare la continuità dell’assistenza dei tanti degenti bisognosi di cure e dare un doveroso segno di fiducia alle tante famiglie che da più di due mesi si ritrovano senza reddito.

 

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di Redazione
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