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COISP denuncia questore di Treviso


COISP denuncia questore di Treviso
03/08/2010, 17:08

Le prescrizioni imposte dal Questore pro-tempore di Treviso, Carmine Damiano, ai Poliziotti del COISP, che avevano comunicato l’intenzione di dare luogo ad una pacifica protesta contro il ministro Maroni, sono state motivate “non dall’interesse primario della salvaguardia dell’ordine e sicurezza pubblica” ma “dalla volontà di oscurare il dissenso delle Forze di Polizia, limitando in modo grave ed irreparabile il diritto di espressione”. Per questo Franco Maccari, Segretario Generale del COISP – il Sindacato Indipendente di Polizia, ha deciso di denunciare alla Procura della Repubblica di Treviso il Questore Damiano per abuso d’ufficio e ogni altro eventuale reato configurabile nell’illegittima limitazione del diritto di manifestazione.
Franco Maccari, che già ha avviato un’iniziativa analoga, per gli stessi motivi, contro il Questore pro-tempore di Catanzaro Arturo De Felice, ha interessato della vicenda anche il Capo della Polizia Prefetto Antonio Manganelli. Maccari ha denunciato “l’ennesima prevaricazione da parte di un Questore della Repubblica che tratta i poliziotti alla stregua di pericolosi ‘black block’, ritenendoli nientedimeno che in grado di minare addirittura la sicurezza nonché l’incolumità fisica del Ministro dell’Interno!”.
Il 20 luglio scorso la Segreteria Provinciale del COISP di Treviso ha inviato al Questore di quella Provincia, dr. Carmine Damiano, un preavviso di pubblica manifestazione (art 18 TULPS) “consistente in una attività di volantinaggio, esposizione e distribuzione di materiale informativo relativo all’attuale manovra finanziaria da effettuarsi nella giornata di venerdì 23 luglio”… in 14 vie cittadine e zone limitrofe. “Il Questore di Treviso - spiega Maccari - con ordinanza Cat A4/0398/Gab/2010 del 22 luglio 2010, autorizzava la manifestazione limitatamente a soli quattro siti cittadini (Piazza dei Signori, Piazza Borsa, Piazza Duomo, Piazza San Vito), a fronte dei quattordici indicati nella richiesta, ponendo alla base di tale scelta una motivazione a dir poco imbarazzante, se si pensa che l’avviso di manifestazione non era stato inoltrato da black block o da gruppi di disobbedienti, ma da poliziotti, ovvero da colleghi di giubba che peraltro lavorano anche alle dipendenze di quel Questore. Quest’ultimo, e ciò che è peggio è che lo ha messo per iscritto, dichiara che tale scelta è stata determinata dalla necessità di tutelare la persona del Ministro dell’Interno (presente in città proprio in data 23 luglio), atteso ‘che qualunque manifestazione pubblica si svolgesse in prossimità della sede della Provincia di Treviso nonché lungo le arterie stradali interessate dal transito del Sig. Ministro dell’Interno, potrebbe incidere sulla sicurezza della personalità di Governo e delle altre numerosissime autorità partecipanti alla cerimonia in questione’. E’ assolutamente vergognoso – dice Maccari – che il questore abbia sentito la necessità di tutelare dagli stessi poliziotti la persona del Ministro dell’Interno! Il Questore di Treviso, capo della Polizia nella Provincia, non si fidava quindi dei suoi poliziotti?”.
“La realtà – afferma Maccari, anche rivolgendosi al Capo della Polizia – è che il Questore di Treviso, ponendo in essere la più classica delle condotte antisindacali nel pieno disprezzo delle leggi, ha voluto mettere il silenziatore ad una pacifica manifestazione di dissenso, utilizzando metodi tipici degli stati di polizia Birmani o Nordcoreani; ma il fatto estremamente più grave è che proprio un Questore della Repubblica, deputato a garantire il rispetto della legge e della legalità in ambito provinciale, abbia egli stesso violato quanto espressamente consacrato al livello più alto nella gerarchia delle fonti del diritto positivo: la Costituzione, che garantisce all’art. 17 la libertà di riunirsi pacificamente anche in luogo pubblico, ed all’art. 21 il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. Secondo Maccari, il Questore avrebbe violato gravemente tutte le norme del diritto internazionale che riguardano la libertà di manifestare e il diritto ad esprimere le proprie opinioni, ma anche l’articolo 18 del TULPS, “atteso che la motivazione posta alla base della prescrizione è da ritenersi un gravissimo atto arbitrario ed ingiustificato, non sussistendo quelle reali e concrete esigenze di ordine pubblico che sono le uniche, anche ai sensi dell’art. 17 della Costituzione, che permettono di comprimere le libertà di riunione e manifestazione”. “Il dr. Damiano - dice Maccari - temeva probabilmente di essere redarguito dagli esponenti di Governo costretti a vedere il legittimo dissenso di quei poliziotti che per quattro denari sono chiamati a dare sicurezza anche al Signor Ministro dell’Interno, e che sono stati vergognosamente traditi dalle promesse preelettorali di questo Governo a cui evidentemente non importa salvaguardare la Sicurezza di tutti i cittadini. Non bastavano le menzogne dell’esecutivo - aggiunge Maccari - ci mancava il Questore di Treviso con le sue balzane prescrizioni e l’assoluto disinteresse per le libertà sindacali e Costituzionali, a tal punto che non si è nemmeno degnato di convocare il nostro Segretario Provinciale per eventualmente conoscere meglio le modalità di esecuzione della manifestazione, limitandosi a dare prescrizioni ed a far notificare gelidamente l’ordinanza. Certo, se una richiesta di manifestazione fosse arrivata non dai suoi poliziotti, ma da qualche ‘disobbediente’ dei centri sociali, probabilmente il Questore di Treviso avrebbe convocato gli organizzatori, concordato percorsi e modalità di effettuazione della protesta. Noi siamo certi che si sarebbe profuso in uno sforzo sovrumano per concordare tutto, senza prescrizioni di sorta, mettendo sì a vero rischio la sicurezza della cittadinanza. Sicuramente a fine manifestazione avrebbe concesso loro anche di poter cenare a sbafo ed impunemente nei migliori ristoranti della marca trevigiana!”.
“Poiché però la fortuna aiuta gli audaci - conclude Maccari, rivolgendosi anche al Capo della Polizia - il servizio a tutela del Signor Ministro dell’Interno così ‘ben organizzato’ dal Questore Damiano, è stato un fiasco colossale: infatti il corteo di auto diretto in aeroporto ha sbagliato strada tanto da essere obbligato ad un’inaspettata inversione di marcia in una stradina stretta ed a fondo cieco, cosicché ciò che si voleva nascondere (il dissenso del COISP e della stragrande maggioranza dei poliziotti) è stato reso pubblico nel migliore dei modi. Ciò che non era riuscito al COISP a causa delle prescrizioni del Questore di Treviso, è riuscito nel migliore dei modi possibili proprio al dr. Damiano: in quella stradina stretta e cieca vi erano ‘appostati’ tutti i manifestanti del COISP, armati sino ai denti con pericolosissime bandiere, enormi sagome di poliziotti pugnalati alle spalle e letali trombette vuvuzelas: il Signor Ministro dell’Interno ancora se le sogna la notte!!!”.

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di Redazione
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