Istruzione e lavoro / Lavoro

Commenta Stampa

COISP: Maroni si dimetta dal viminale e torni a fare il musicista


COISP: Maroni si dimetta dal viminale e torni a fare il musicista
13/12/2010, 10:12

“Abbiamo una proposta che ci pare ragionevole. Il Ministro Maroni torni a fare concerti con il suo gruppo e noi saremo disposti a battergli le mani come musicista. Lui sarà sicuramente più rilassato, soddisfatto e farà una cosa che certamente gli riesce meglio del governare ed il Paese potrà ricordarsi di lui come ottimo musicista dimenticandosi della pessima gestione del Dicastero che gli è stato affidato”. Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp - il Sindacato Indipendente di Polizia, lancia una provocazione diretta che è un esplicito invito al titolare del Viminale a lasciare l’incarico. “Per – dice Maccari – manifesta incapacità di capire la delicata materia da trattare. Maroni in questi due anni e mezzo ha continuato a gloriarsi per i risultati raggiunti in termini di contrasto alla criminalità organizzata. Ma ha sempre dimenticato di dire come si è arrivati a questi risultati. Ha dimenticato di dire che, agli uomini e alle donne che si sono impegnati per assicurare i delinquenti alla giustizia, i Professionisti della Sicurezza e Servitori in divisa dello Stato, proprio il Ministro Maroni ha chiesto dei sacrifici impliciti, fatti di rinunce ai propri diritti”. “Roberto Maroni – continua Maccari – rischia di consegnarsi alla storia come il peggior Ministro degli Interni della Repubblica Italiana. Per suoi demeriti e per tutti i lacci e laccioli imposti dal suo partito prima e dal Governo di cui fa parte poi. Ci rendiamo conto che, come scriveva Cechov quando si entra nel gregge è inutile abbaiare, si può solo scodinzolare se un cane decide di farsi pecora. Ecco – conclude il Segretario Generale del Coisp – noi non abbiamo intenzione di scodinzolare né di seguire il gregge per motivi di opportunismo, che non è opportunità, o di interessi individuali. E’ per difendere l’interesse di tutti che chiediamo a Maroni di andar via!”.

Commenta Stampa
di redazione
Riproduzione riservata ©