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COISP, sotto le ambasciate brasiliane di Roma e Firenze al fianco dei familiari delle vittime di Battisti


COISP, sotto le ambasciate brasiliane di Roma e Firenze al fianco dei familiari delle vittime di Battisti
03/01/2011, 17:01

“Lo abbiamo gridato a gran voce per mesi, la mancata estradizione di Battisti in Italia, è una vergogna per il Brasile e per tutti quei Paesi i cui rappresentanti istituzionali hanno firmato per impedire l’estradizione, Paesi che sono diventati complici di un assassino, è un’umiliazione per l’Italia, che raccoglie davvero un magro risultato dal punto di vista diplomatico e della politica estera, ma soprattutto è una mortificazione per i parenti delle vittime che si unisce all’incommensurabile dolore che per anni li ha accompagnati. Avevamo già scritto che se necessario saremmo scesi in piazza, portando a capo del nostro corteo i familiari delle vittime di Battisti”. E’ questa la reazione di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia, alla notizia che il presidente Lula non ha concesso l’estradizione a Cesare Battisti: “Ecco perché il Coisp, che rappresenta l’essenza della legalità e del mantenimento della stessa, domani non può far altro che essere accanto ai parenti delle vittime – continua il leader del Sindacato Indipendente di Polizia – ci saremo anche noi nelle due diverse manifestazioni che si terranno domani a Roma, in piazza Navona, ed a Firenze, in piazza Pitti, sotto le sedi delle ambasciate brasiliane in contemporanea alle 16,00”. “La nostra indignazione – dice ancora Franco Maccari – si estende a tutti coloro i quali si sono resi protagonisti di questa vergognosa vicenda ed il governo brasiliano è solo l’ultimo, quello che ha messo la parola fine ad un film dell’orrore e dell’illegalità. Ora se l’Italia non vorrà essere ricordata all’estero solo come il Paese che ha in comune con il Brasile la politica del “Bunga bunga”, il Governo compia un gesto di dignità e domani scenda in piazza, mobiliti l’intero apparato politico anche locale e faccia arrivare alla Francia (il primo Paese a negare l’estradizione contro la quale firmò anche la premier dame Carla Bruni che ha così rinnegato le sue origini più di quanto non avesse già fatto...) ed al Brasile un messaggio di civiltà. Faccia capire – conclude Maccari - che questo è un Paese che crede nella giustizia, che la persegue e che porta rispetto ma nello stesso modo lo pretende”.

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di redazione
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