Istruzione e lavoro / Scuola

Commenta Stampa

Studiare in estate: i consigli dei docenti

Compiti delle vacanze: allenamento o stress?


Compiti delle vacanze: allenamento o stress?
10/06/2010, 10:06

La scuola sta lasciando il posto all'estate e la campanella finale segna l'arrivo della gioia genuina che si accompagna ai mesi di libertà. Durante l'anno scolastico per gli studenti, i compiti, le interrogazioni, i test in classe comportano un forte carico di stress che si accumula nei mesi e trova il suo massimo scarico proprio durante le vacanze estive. Che rappresentano, infatti, un vero e proprio “staccare la spina” dalla realtà quotidiana nella quale siamo inseriti e che, ovviamente, non possiede i colori tenui e rilassanti dell'estate, anzi tutt'altro.
Ogni mattina di buona ora tantissimi studenti con lo zaino pesantissimo in spalla corrono a scuola per affrontare le ore di lezione e poi a casa a studiare ancora matematica, italiano, storia e così via. Ma il tour de force dei futuri “dottori”, “avvocati”, “insegnanti” termina a giugno?
Già perché l'estate, tempo di mare, è anche tempo di adozioni: adozioni dei libri delle vacanze.
I docenti li chiamano i “compiti delle vacanze”, ma per molti studenti sono solo più libri da leggere e temi da preparare, insomma un peso che li rimanda a scuola esausti e già stanchi.
Dunque c'è chi li vorrebbe eliminare, chi ne denuncia la frammentarietà didattica e culturale, chi li ritiene insufficienti e carenti. Ma c'è anche chi li ama, come alcuni docenti che dichiarano: “I compiti delle vacanze vanno fatti ed è questa la garanzia perché il bambino possa tornare a scuola, a settembre, nelle migliori condizioni psicologiche per raggiungere risultati migliori. Esercitarsi durante le vacanze estive diventa una sorta di <<allenamento>> mentale per non dimenticare le nozioni studiate” .
Un po' come andare in bicicletta, insomma.

Commenta Stampa
di Tiziana Casciaro
Riproduzione riservata ©