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Confapi Campania: "l’industria manifatturiera va sviluppata"


Confapi Campania: 'l’industria manifatturiera va sviluppata'
08/04/2011, 13:04

La Confapi Campania prima associazione scelta dai vertici dell’Area Sud di UniCredit per discutere dei nuovi progetti tesi all’innovazione, alla competitività e all’internazionalizzazione. Presenti all’incontro tra gli altri, il presidente Confapi Campania, Emilio Alfano, il presidente Api Caserta, Domenico Orabona, il presidente Api Salerno, Nicola Falcone, il presidente Api Benevento, Tiziana Ferro, il presidente Api Napoli, Pasquale Bruscino e il presidente Confapi Campania Giovani, Angelo Bruscino

L’Assemblea Confapi Campania ha incontrato il responsabile di UniCredit del Territorio Sud Italia, Felice Delle Femine ed il referente territoriale della Customer Satisfaction, Edoardo Di Trolio: un’occasione per discutere di nuove risorse per il 2011 che la Banca intende destinare al territorio a favore della competitività, dell’innovazione e dell’internazionalizzazione. E un momento utile per parlare delle istanze delle Pmi: dagli accordi di Basilea al bisogno di aggregazioni di imprese per crescere sul mercato globale, passando poi per la grave sofferenza provocata dai ritardi nei pagamenti da parte della Pubblica amministrazione.

«Nel 2010, UniCredit ha supportato l’economia del territorio campano sostenendo le piccole e medie imprese nella fase di rilancio dell’economia attraverso una serie di servizi sviluppati dialogando con le associazioni – ha spiegato Felice Delle Femine, responsabile di UniCredit del Territorio Sud Italia –. Grazie al forte rapporto con associazioni importanti come Confapi, UniCredit ha deciso anche per il 2011 di mettere a disposizione nuove risorse per sostenere un territorio in cui impieghiamo più di quanto raccogliamo e nel quale crediamo. Le risorse, che rientrano nel progetto “Ripresa Italia”, saranno destinate a progetti di competitività, innovazione e internazionalizzazione. Proprio l’apertura verso nuovi mercati e la ripresa dell’export sono da considerarsi motori della ripresa economica; a tal fine UniCredit organizza il prossimo 5 maggio a Bari “East Gate Export”, un evento grazie al quale gli imprenditori possono incontrare esperti operanti nelle banche del Gruppo presenti nei paesi dell’Europa Centro Orientale, ricevendo consulenza su tutti gli aspetti di natura economica, fiscale e legislativa. Quindi – ha concluso Delle Femine - invito gli associati di Confapi a partecipare per avere un supporto concreto alle attività di export grazie alla rete commerciale europea di UniCredit».

Il presidente Emilio Alfano, ha espresso la soddisfazione dell’Associazione per essere la prima in cui il Responsabile UniCredit dell’area Sud si sia recato per parlare delle nuove iniziative che la Banca sta avviando a sostegno delle PMI. «Purtroppo Basilea 2 ancora ci limita – ha commentato il presidente Confapi Campania – è impensabile che oggi, ancora in quella piena crisi che attanaglia la quasi totalità delle categorie, ci siano imprese che posseggano tutti i requisiti richiesti per superare l’esame di merito creditizio da parte di una Banca: è necessaria una maggior flessibilità e ben vengano proposte da istituti di credito, come UniCredit, pronti a tendere una mano alle imprese. Solo così si favorisce la ripresa economica. Le PMI, che rappresentano in Campania il 98% del tessuto economico, dal canto loro, possono e devono protendere alla competitività: il Pil del Meridione si compone, di fatto, al 70% di mercato della Pubblica Amministrazione e al 30% di manifatturiero; al Nord la tendenza è inversa. Se vogliamo internazionalizzare il Meridione c’è bisogno di una attenta politica industriale, altrimenti non avremo mai capacità di esportare; e le Banche, per il ruolo che svolgono, per le competenze e le conoscenze che hanno dei mercati, possono essere determinanti nella crescita della nostre imprese del Sud. E’ quindi necessario incrementare l’industria manifatturiera, promuovere l’aggregazione tra imprese per accrescere la loro capacità produttiva e farle essere più competitive. I prodotti italiani sono i migliori nel mondo per qualità, design, gusto e tendenza, dall’agroalimentare, alla nautica, al tessile. Questi rappresentano comparti importanti che vanno sostenuti finanziariamente per potersi sviluppare».

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di Redazione
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