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Confcommercio: Russo chiede lo stato di calamità per i rifiuti a Napolitano e Berlusconi


Confcommercio: Russo chiede lo stato di calamità per i rifiuti a Napolitano e Berlusconi
20/12/2010, 17:12

Un appello al presidente della Repubblica Giorgoio Napolitano ed al presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi. Lo ha lanciato oggi con una lettera aperta, trasmessa anche al presidente della Regione Campania Stefano Caldoro, al presidente della Provincia di Napoli Luigi Cesaro ed ai sindaci dell’area metropolitana il presidente della Confcommercio di Napoli Pietro Russo. “L’irrisolto problema dell’emergenza rifiuti – scrive infatti Russo - ha arrecato ed è tutt’ora causa di ingenti danni, con prevedibili ripercussioni negli anni che seguiranno, per l’economia delle imprese di tutto il comparto del terziario, atteso che il commercio in tutte le sue diverse e complesse articolazioni è stato irrimediabilmente colpito da tale catastrofe, rispetto alla quale le istituzioni non sono esenti da responsabilità dirette avendo nel tempo con la loro inadeguatezza, incapacità ed omissioni concorso in modo determinante a cagionare questo scandalo di dimensioni apocalittiche, che ci fa vergognare agli occhi del mondo intero. Sono già tangibili – continua la lettera - gli effetti devastanti che ne sono derivati sul piano dell’immagine del territorio e della sicurezza dei prodotti della filiera ago-alimentare, con un preoccupante calo della domanda interna ed esterna sia relativamente alla categoria dei pubblici esercizi e delle aziende del comparto ricettivo sia per i settori del commercio tradizionale pregiudicati da una sensibile contrazione dei consumi. Appare a questo punto indispensabile che da parte delle Autorità competenti siano adottati, unitamente ad interventi organici capaci di garantire la continuità della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti, anche provvedimenti specifici a sostegno delle aziende del territorio a cominciare dal riconoscimento dello stato di calamità. Il perdurare dell’evento ha fatto venir meno i presupposti per valutare la produttività delle attività imprenditoriali con gli ordinari strumenti di accertamento fiscale. Si chiede, pertanto, che nell’immediato e nel periodo temporale immediatamente successivo le imprese del terziario aventi sede nell’area provinciale di Napoli siano esentate dall’applicazione degli studi di settore e che siano adottati specifici provvedimenti agevolativi in maniera fiscale e previdenziale. Non bastasse, nell’ultimo anno inoltre diverse amministrazioni comunali hanno deliberato un aumento spropositato della TARSU (il cui gettito grava soprattutto sulle attività produttive) senza che venisse assicurata la completa funzionalità del servizio. E’ evidente – conclude Russo - che solo attraverso un’azione coordinata di rilancio del territorio e di interventi a supporto delle imprese locali sarà possibile sostenere la ripresa economica di Napoli e della sua provincia.

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di redazione
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