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Confesercenti Caserta: No all’usura, sotto accusa le banche


Confesercenti Caserta: No all’usura, sotto accusa le banche
21/10/2010, 18:10

CASERTA - La Confesercenti provinciale dice di no all’usura promuovendo l’adesione ad un protocollo d’intesa per la promozione dell’accesso al credito e per la prevenzione dell’usura. "L'usura e' un reato odioso e pericoloso e' un reato che nel corso di questo ultimo decennio e' cambiato. L'usura del quartiere e' scomparsa ed e' stata sostituita da reti professionalizzate che hanno agganci nei tribunali e nel mondo delle aste giudiziarie, oltre che dall'usura di mafie". Così Lino Busà, presidente di 'Sos impresa' Confesercenti che insieme al presidente provinciale dell’associazione Maurizio Pollini, il direttore regionale Pasquale Giglio e il presidente della Camera di Commercio Tommaso De Simone hanno colto l’occasione per tracciare un bilancio del fenomeno in Terra di Lavoro e non solo. Per Pollini “il problema reale è quello delle banche e la loro indifferenza nei confronti degli imprenditori in difficoltà. Due saranno – ha evidenziato – le nostre azioni.
Innanzitutto, chiederemo un incontro con il prefetto perché vengano cancellate dal protocollo tutte quelle banche che non rispettano gli impegni presi. Quindi, ci appelleremo al ministro dell’Interno Maroni al quale invieremo una lettera dettagliata sul fenomeno in provincia. Il Protocollo d’intesa firmato dalle Associazioni antiusura, banche presenti sul territorio e Prefettura, ha lo scopo – ha aggiunto poi - di individuare i termini migliori per l’accesso al credito da parte delle vittime, tanto nella convinzione che la recessione in atto, associata alla difficoltà delle imprese ad ottenere finanziamenti bancari, può incrementare la propensione al ricorso all’usura, peraltro già elevata in un territorio gravato dalla forte presenza della criminalità organizzata”. "Il fenomeno usura sta crescendo a dismisura - ha glossato poi Giglio - e trascina nel vortice imprese, commercianti e famiglie. Le banche devono essere più vicine a imprese e famiglie in difficoltà economiche e non solo quando si fanno investimenti. Buoni i risultati ottenuti con i tavoli tecnici istituiti in prefettura, ma occorre fare di più”.
Sulla stessa linea anche il presidente della Camera di Commercio De Simone. “Intendiamo – ha detto – prendere posizioni forti per denunciare apertamente il comportamento delle banche che non sempre si mostrano disponibili nei confronti degli imprenditori”. De Simone ha poi posto l’accento sullo stato di crisi “in cui si trovano le imprese in Terra di Lavoro: 23 mila su un totale di circa centomila iscritti all’ente camerale hanno problemi per tirare avanti. Molto abbiamo fatto come ente anche attraverso il camper della legalità. Iniziativa questa che è servita a dare coraggio – ha evidenziato – a quanti sono caduti nel vortice dell’usura”. “Attraverso l’Ambulatorio Antiusura – ha aggiunto Pollini – puntiamo ad aiutare quanti vogliono uscire da questa situazione critica. Tutto questo viene fatto in piena autonomia e mantenendo l’anonimato di chi è soggetto ad usura, ma in questa lotta le banche non possono tirarsi indietro”.
Busà ha, quindi, evidenziato: “Venti miliardi di giro d’affari, 200 mila commercianti caduti nella rete dell’usura negli ultimi due anni e un tasso d’interesse superiore al 10 per cento mensile applicato sui prestiti. Piccole imprese e famiglie, secondo le associazioni, ricorrono sempre più a prestiti usurari per superare le difficoltà economiche innescate anche dalla crisi”. Quindi Busà si è soffermato sulla provincia di Caserta. “Qui – ha detto – il fenomeno è elevato soprattutto per l’ingerenza della criminalità organizzata. In più va detto che davanti alla poca propensione delle banche a concedere credito stanno nascendo numerose società finanziarie spesso con la partecipazione delle banche stesse”.

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di Redazione
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