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Confindustria Anie ed Assoascensori: assemblea annuale ELA


Confindustria Anie ed Assoascensori: assemblea annuale ELA
07/04/2011, 12:04

Napoli, 7 aprile 2011 – Sicurezza, accessibilità, efficienza energetica, le tre direttrici lungo le quali dovrà evolversi lo sviluppo del comparto nel futuro prossimo. Questo quanto emerge dall’odierna Assemblea Generale di ELA (European Lift Association), l’Associazione europea che raggruppa le principali associazioni nazionali europee nel settore degli ascensori e delle scale mobili, che si è svolta oggi a Napoli.

L’industria italiana degli Ascensori e Scale mobili, rappresentata da AssoAscensori aderente a Confindustria ANIE, conferma la sua leadership assoluta a livello mondiale. Con circa 900.000 ascensori installati, che ogni giorno solo nel nostro Paese effettuano quasi 100 milioni di corse, può senza dubbio essere annoverata tra gli esempi di maggior successo della nostra imprenditorialità, espressione di 2,5 miliardi di euro di fatturato aggregato, di cui oltre il 30% trae origine dai mercati esteri. Un quinto del totale degli ascensori presenti in Europa è installato in Italia.

Benché l’ascensore rappresenti senza dubbio il mezzo di trasporto più utilizzato al mondo e anche il più sicuro, ogni anno si verificano decine di incidenti che coinvolgono sia utenti sia addetti del settore. Per tale ragione, gli operatori intervenuti hanno sottolineato ancora una volta l’importanza dell’investimento in sicurezza che deve diventare una priorità a tutti i livelli. Se da una parte è fondamentale diffondere un’adeguata cultura della sicurezza presso gli addetti del settore, per ridurre le cause di rischio e, quindi, gli infortuni sul lavoro, dall’altra è necessario dotare gli impianti delle attrezzature che garantiscano la sicurezza degli utilizzatori.

La manutenzione obbligatoria degli ascensori ha permesso di garantire per decenni livelli di sicurezza, affidabilità e durata notevolmente superiori ad altri mezzi di trasporto.
Oggi quasi il 40% degli impianti in funzione ha, tuttavia, più di 30 anni e il 60% non è dotato delle moderne tecnologie che garantiscono un maggiore livello di sicurezza per gli utenti. L’invecchiamento crescente degli ascensori installati rischia, quindi, di compromettere sempre più la sicurezza degli utilizzatori, soprattutto in presenza di tecnologia antiquata. Per superare i limiti degli ascensori più vecchi e garantire il medesimo livello di sicurezza a tutti gli utenti, riducendo il numero di infortuni, gli operatori del settore hanno puntato congiuntamente l’accento sull’utilizzo delle tecnologie più moderne. In questo contesto l’annullamento del Decreto Ministeriale 23 luglio 2009, avente a oggetto il "Miglioramento della sicurezza degli impianti ascensoristici anteriori alla direttiva 95/16/CE" ed emanato in recepimento all’orientamento europeo, ha reso meno stringenti i controlli sulla sicurezza del parco installato, accentuando le criticità per gli utenti finali.

L’Assemblea ELA ha fornito l’occasione per meglio analizzare la classifica europea delle principali cause d’incidente in ascensore:
1. Mancanza di precisione (dislivello) nell’arresto al piano;
2. Urto con le porte che si chiudono;
3. Intrappolamento in cabina.

Il 33% degli incidenti in ascensore denunciati in Europa ogni anno sono causati dalla presenza di dislivello. In Italia l’incidenza del dislivello al piano rispetto al totale degli infortuni è stata superiore alla media europea, raggiungendo il 48% del totale degli incidenti nel 2010 (fonte: ANIE/AssoAscensori). È importante segnalare che anche con un semplice dislivello di 2,5 cm una persona può inciampare e cadere durante l’entrata o l’uscita dall’ascensore, a volte con gravi conseguenze quali fratture e commozioni cerebrali.

L’urto con le porte che si chiudono è particolarmente frequente e può risultare grave soprattutto nel caso di persone anziane. Una delle conseguenze più frequenti è la frattura del femore che è la causa di ricovero più comune per le donne anziane e comporta un costo altissimo per l’intera società.

L’intrappolamento in cabina può provocare gravi conseguenze soprattutto a persone cardiopatiche o sofferenti di claustrofobia, ove l’impianto non sia dotato di illuminazione di emergenza e di un sistema di comunicazione bidirezionale operativo 24 ore su 24.

Tra le chiavi per il futuro sviluppo dell’industria degli Ascensori e Scale mobili nel nostro continente, alla luce del costante aumento dell’età media della popolazione europea, il consesso ha ritenuto estremamente rilevante anche il problema dell’accessibilità. Si stima, infatti, che nel prossimo decennio raddoppierà il numero delle persone “over 75” e aumenterà, quindi, il numero di coloro che potrebbero incontrare difficoltà ad accedere a beni e servizi che non siano adeguati alle loro esigenze.

Il concetto di accessibilità dovrebbe estendersi oltre la tematica delle barriere architettoniche per arrivare a intendere e promuovere una effettiva possibilità di fruizione "universale" dei beni e dei servizi comuni. Partendo dalle condizioni e dalle esperienze di chi ha maggiori difficoltà di spostamento o di orientamento si dovrebbe optare per l'adozione di soluzioni semplici ed ergonomiche, funzionali e modulari, pensate per le più diverse esigenze e quindi fruibili da tutti.

L’industria degli Ascensori e Scale mobili ha un ruolo fondamentale proprio per il contributo che può offrire all’accessibilità orizzontale e verticale del cosiddetto “ambiente costruito”, garantendo il trasporto comodo e sicuro di persone e beni in aree pubbliche e private. In una società che promuove costruzioni che si sviluppano in altezza, ascensori e scale mobili rendono funzionali gli edifici e li uniscono con l'ambiente circostante e consentono a tutti i cittadini un accesso agevole a fabbricati, stazioni, aeroporti, centri commerciali.

Particolarmente significativo, in quanto anticipatorio anche rispetto al comune sentire del legislatore, il terzo asse trattato nel corso dell’evento, quello dell’efficienza energetica attorno al quale dovrà ruotare il settore ascensoristico nei prossimi anni per adeguarsi a quanto già previsto per altri comparti industriali con consumi energetici maggiori. La normativa nazionale ed europea ha finora considerato in maniera marginale l’impatto degli ascensori in termini di consumo energetico, ritenendoli scarsamente energivori rispetto ad altri impianti quali quelli di condizionamento, riscaldamento o illuminazione. Anche la Direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico degli edifici, a fronte di stime di consumo degli ascensori inferiori al 10% del consumo complessivo, non introduce parametri per il miglioramento dell’efficienza degli impianti ascensoristici.

Tuttavia, il settore è consapevole del fatto che anche gli ascensori possono contribuire in maniera sostanziale al risparmio energetico e che, comunque, dal momento che gli impianti ritenuti oggi più energivori ridurranno i consumi, l’energia utilizzata dagli ascensori aumenterà in termini percentuali. Da oltre un decennio sono commercializzati ascensori efficienti dal punto di vista energetico che hanno consentito una significativa riduzione dei consumi rispetto agli ascensori installati antecedentemente all’entrata in vigore della Direttiva 95/16/CE. La tecnologia “Machine Room Less” prevede, ad esempio, l’impiego di motori a basso consumo.

Per garantire un complessivo miglioramento dei consumi, al minor impatto energetico che caratterizza gli impianti di nuova installazione dovrebbe essere abbinata una riduzione dei consumi degli ascensori esistenti. Anche in questo senso la tecnologia fornisce nuove opportunità, alcune delle quali di semplice realizzazione, come prevedere sistemi per spegnere le luci ausiliare e quelle della cabina quando l’ascensore non è utilizzato o impiegare i LED per tutte le illuminazioni e le segnalazioni o, ancora, adottare un’alimentazione a pannelli solari per le luci di cabina. Uno dei sistemi più efficaci per migliorare l’efficienza è sicuramente l’impiego di sistemi di rigenerazione che durante la frenatura dell’impianto restituiscano energia alla rete di alimentazione mediante una conversione di energia meccanica in energia elettrica. In questo caso l’energia prodotta potrebbe essere usata per illuminare l’edificio. Anche l’impiego di dispositivi per la regolazione elettronica del motore (inverter) possono contribuire in modo significativo alla riduzione dei consumi e, al contempo, garantire un adeguato livellamento al piano con una diminuzione degli infortuni.

“In un contesto fortemente competitivo, in ampia e costante evoluzione tecnologica, quale è quello in cui si inquadra il comparto ascensoristico, mi preme ancora una volta sottolineare il ruolo di leadership mondiale assunto e confermato negli anni dalle nostre imprese, capaci di acquisire importanti posizioni sui mercati esteri – ha dichiarato Vincenzo De Martino, Presidente di AssoAscensori-ANIE. “La nostra industria è ora chiamata alla triplice cruciale sfida della sicurezza, dell’accessibilità e dell’efficienza energetica. Confido nelle doti d’innovazione degli imprenditori italiani affinché questa sfida sia vinta.”

“È a mio avviso importante – ha proseguito il Presidente De Martino – incrementare a livello nazionale e comunitario gli investimenti per una più ampia diffusione della cultura della sicurezza, attraverso programmi di info-formazione sia per gli addetti del settore sia per gli utenti finali. Puntare a una comunicazione chiara e trasparente nei confronti degli utenti finali e rafforzare i punti di condivisione con le altre associazioni europee del settore è un fattore decisivo per permettere all’industria ascensoristica italiana di mantenere il proprio ruolo di leadership globale”.

AssoAscensori, Associazione Nazionale Industrie Ascensori e Scale Mobili, raggruppa le aziende che effettuano progettazione, produzione, installazione, riparazione e manutenzione di ascensori, montacarichi, scale e marciapiedi mobili. Con circa 5.000 addetti, esse coprono in Italia più del 50% del mercato dei nuovi impianti e circa il 40% del mercato dei servizi. AssoAscensori è membro di ELA (European Lift Association), l'Associazione europea che raggruppa le più rappresentative associazioni nazionali di settore attive sul territorio dell'Unione Europea e dell'area EFTA.

Confindustria ANIE, con oltre 1.100 aziende associate e circa 170.000 occupati, rappresenta il settore più strategico e avanzato tra i comparti industriali italiani, con un fatturato aggregato di 56 miliardi di euro (di cui 23 miliardi di esportazioni). Il saldo della bilancia commerciale è attivo per circa 800 milioni di euro. Le aziende aderenti a Confindustria ANIE investono in Ricerca e Sviluppo il 4% del fatturato, rappresentando più del 30% dell’intero investimento in R&S effettuato dal settore privato in Italia.

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di Redazione
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