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Il pensiero di Pietro Ancona

Congresso CGIL ,confederalità e categorialità


Congresso CGIL ,confederalità e categorialità
03/11/2009, 14:11

Di Pietro Ancona

Nell'articolo di Mario Sai "Congresso CGIL, per un'altra idea di Confederalità" c'è un'affermazione che è una enorme menzogna. Si dice: " ....eppure è su questo tasto che il sindacato si batte da più di quindici anni: I grandi accordi di concertazione e così pure i contratti di categoria hanno dato centralità al recupero del potere di acquisto rispetto agli andamenti inflattivi (!!!!), situazione che si presenta oggi più complicata dopo l'accordo separato sulle regole contrattuali etc....".

Gli accordi di concertazione governo, padronato, sindacati firmati nel 1993 (per la CGIL Trentin) hanno creato un meccanismo opposto a quello richiamato da Sai. Hanno parametrato gli incrementi salariali al tasso di inflazione "programmato" che notoriamente è un riferimento politico e finanziario che non supera mai il 2 per cento.
Questa parametrazione alla quale tuttora si riferiscono le richieste di aumento salariale compresa quella della Fiom (mai più oltre i 100 euro spalmati nel tempo) nel corso di quindici anni ha impoverito i lavoratori italiani facendoli precipitare in fondo alla scala dei salari europei. Se oggi abbiamo salari miserrimi del quaranta per cento inferiori a quelli europei lo dobbiamo ad un diabolico marchingegno per il quale Trentin, dopo aver firmato gli accordi, rassegnò le dimissioni in quanto alla confederalità e la nuova idea di confederalità di cui parla Sai è esattamente il contrario di quanto hanno oggi bisogno i lavoratori.
Aveva un senso quando esisteva una progetto di unificazione Nord-Sud e di sostegno dei redditi delle categorie svantaggiate. Per intenderci, la scelta dell'EUR) Oggi c'è bisogno di più sindacato di categoria. E non venite a dire che questa è l'idea di un sindacato corporativo!!

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di Redazione
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