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Consulta nazionale agricoltura su 8 marzo 2011


Consulta nazionale agricoltura su 8 marzo 2011
08/03/2011, 15:03

È sempre più donna l'agricoltura italiana e campana in particolare. Sono infatti donne un terzo degli imprenditori agricoli a tempo pieno. Circa il 30% di loro tengono le redini di grandi aziende, che contano i 20 e i 50 ettari e anche oltre. È proprio tra di loro che si registra la percentuale più elevata di imprenditrici forti di una formazione agricola completa. Un altro 70%, soprattutto nella fascia di età più avanzata, affianca il coniuge nella conduzione dell'impresa. La fotografia della nostra agricoltura, ha dichiarato l’esponente della Consulta, Rosario Lopa, caratterizzata da una presenza sempre più salda ed essenziale delle donne, emerge dall'ultima indagine sulle strutture delle aziende agricole in Italia realizzata da Eurostat, l'Ufficio statistico dell'Ue. L'indagine europea traccia un profilo dell'agricoltura italiana che sta evolvendo e continuerà a farlo in futuro, anche sul fronte sociale. Il 42% degli imprenditori infatti ha 65 anni e più e solo il 4% ha meno di 35 anni. L'attività agricola è garantita da 1,38 milioni di aziende, molte delle quali sempre più interessate alla produzione biologica. L'8 marzo è anche l'occasione per ricordare il ruolo e l'impegno delle donne in agricoltura, sottolinea Lopa. La festa delle donne si festeggia con le mimose, un fiore simbolo di forza e femminilità. Sul nostro territorio la sua produzione si aggira intorno ai 121 milioni di steli, coltivati su circa 600 ettari da 2000 imprese. Il loro aspetto delicato nasconde forza e vitalità, per questo la mimosa è simbolo di forza e femminilità. L'8 marzo, il grazioso fiore giallo che sboccia in particolare nel ponente ligure e accende di giallo i terrazzamenti che si affacciano sul Tirreno, raggiunge il clou delle vendite. Secondo le stime, quest'anno le condizioni climatiche hanno però penalizzato la produzione del 30%, ma saranno comunque quasi quindici milioni i mazzetti di mimose che saranno offerti alle italiane. Un acquisto ambientalmente corretto, ribadisce il rappresentante dell Agricoltura, perché si tratta di una coltivazione realizzata in zone collinari svantaggiate con tecniche sostenibili dal punto della salvaguardia del territorio Il prezzo pagato all'imprenditore agricolo nelle zone di produzione si aggira sui 6-7 euro al chilo, un valore che si moltiplica al consumo dove viene venduto a costi che variano a seconda del tipo di confezione e del luogo: dal rametto di 2-3 euro al mazzo di 15 euro. La mimosa è coltivata in Italia da circa 2000 imprese su una superficie di quasi 600 ettari di terreno. La produzione annua si aggira sui 120 milioni di steli raccolti soprattutto in Liguria e destinati anche all'esportazione in Francia, Svizzera e Paesi del Nord Europa . In Italia quasi una impresa agricola su tre è condotta da donne e negli ultimi dieci anni la loro presenza alla guida delle aziende è aumentata rispetto agli uomini, afferma Lopa. Secondo una recente indagine, le donne impegnate in agricoltura guidano aziende di media-grande dimensione (55% sopra i dieci ettari), sono tecnologicamente avanzate (il 70% ha introdotto nuovi macchinari), attente alle coltivazioni biologiche ed ecocompatibili (60%) ed orientate verso produzioni più intensive (allevamento, ortofrutta e vino. La presenza delle donne si impone con una presenza superiore alla media nell'agriturismo (11%), nelle fattorie didattiche (10%), nel valorizzare la biodiversità con il salvataggio di piante e animali in via di estinzione (3%) e nella vendita diretta ai consumatori dei propri prodotti (25%). L'intraprendenza e la creatività delle donne quali risorse per garantire un futuro sostenibile e competitivo all'agricoltura. La donna come simbolo di riscatto del mondo agricolo, visto non più in chiave tradizionale ma strettamente connesso all'evoluzione culturale e tecnologica della nostra società. Bisogna valorizzare un mondo spesso nascosto, quello dell'imprenditoria agricola e, nello specifico, l'imprenditoria femminile, unica ad essere cresciuta. L'imprenditorialità delle donne, ha affermato Lopa, incide infatti per un terzo all'interno delle aziende della regione; e inoltre le donne sono più sensibili alle coltivazioni biologiche ed ecocompatibili (60%) e alle nuove tecnologie, il 70% delle imprenditrici, infatti, ha introdotto nella propria azienda nuovi macchinari. Tra il mondo femminile e la terra c'è da sempre un rapporto atavico; la sfida sta nel trasformare questo legame ancestrale in contemporaneità, attraverso il supporto delle nuove tecnologie ma anche e soprattutto attraverso il talento e la creatività femminili. La nostra economia regionale dovrà basarsi da un lato sul terziario avanzato, dall'altro sull'agricoltura. Nel concludere, Lopa, in occasione dell'8 marzo, ha voluto lanciare un un appello: Non solo mimose, nella Festa della Donna, ma un pensiero particolare a quelle donne, colpite così duramente dai tragici avvenimenti di questi giorni.

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di Redazione
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