Istruzione e lavoro / Lavoro

Commenta Stampa

Convegno del COISP a Catanzaro


Convegno del COISP a Catanzaro
29/01/2010, 14:01

“Siamo qui, oggi ed ogni giorno, e deve essere molto chiaro il perché. Noi vogliamo parlare di noi, vogliamo che ci sia data l’attenzione necessaria, e che è sacrosanta, nel senso che si trovino soluzioni ai problemi che ci assillano. Se non fosse così che motivo avrebbe di esistere il Sindacato? Noi vogliamo fare Sindacato in maniera concreta e leale, sappiamo quali sono le difficoltà e le inefficienze da affrontare e dobbiamo pretendere che lo si faccia in maniera seria, nell’interesse di uomini e donne della Polizia di Stato”.
E’ quanto ha detto oggi Franco Maccari, Segretario generale del Coisp, Sindacato indipendente di Polizia, nell’ambito del Convegno nazionale sul tema “Specificità del lavoro dei Poliziotti + Indipendenza del Sindacato di Polizia = Concreta sicurezza e reale legalità nel Paese”, in corso a Squillace (Catanzaro).
Nel suo intervento introduttivo il leader del Coisp si è concentrato soprattutto sulle tre tematiche che attengono al comparto, tenendo banco nel panorama delle emergenze irrisolte: il mancato rinnovo del contratto; la necessità della redistribuzione e razionalizzazione delle forze sul territorio; l’impellenza di un riordino che non può più attendere; e, pur affermando di aver apprezzato il recente riferimento del Ministro Maroni a quest’ultima tematica, ha tuttavia criticato senza mezzi termini alcuni esponenti del Governo per “l’atteggiamento di sfida e di poca galanteria nei confronti del Sindacato e dei poliziotti, e per le carenze abissali che rendono il lavoro dei servitori dello Stato un percorso ad ostacoli”. “Perché nella nostra indipendenza e nella nostra autonomia – ha spiegato Maccari - siamo perfettamente in grado di dire quando concordiamo con l’azione di qualcuno, ma anche, se necessario, di criticare pesantemente ciò che non va bene. Sappiamo che in questo momento nel Paese ci sono situazioni di enorme difficoltà, ma ciò che abbiamo scelto di fare ha una specificità tale da segnare profondamente, per non dire ‘compromettere’, la vita quotidiana e la nostra intera esistenza. Se avessimo dovuto trovare un lavoro qualsiasi – ha spiegato il Segretario Generale - avremmo fatto altro. Ma il nostro non è un lavoro qualsiasi, lo abbiamo scelto e lo intendiamo e lo viviamo in una maniera tale da non consentirci di passare sopra a quanto ci manca in termini di mezzi, ma non solo. Su tutto, quel che pretendiamo è il rispetto, della dignità, dell’onore, del sacrificio”.
“‘Duri ma corretti’ è il nostro motto – ha concluso Maccari -, e vuole dire esattamente questo, che non consentiremo alcuna mancanza di rispetto nei confronti nostri e di tutte le altre Forze di Polizia, meno che mai da parte dei rappresentanti istituzionali. In chiunque rappresenti qualcuno o qualcosa, una volta di più, vogliamo e pretendiamo un linguaggio consono ed il massimo rispetto, oltre che il concreto adempimento dei doveri che gli sono stati assegnati”.  

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©