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Convegno Giovani Imprenditori Edili dell’Ance Salerno


Convegno Giovani Imprenditori Edili dell’Ance Salerno
03/07/2010, 10:07

Sburocratizzare le procedure, accelerare i processi decisionali, investire sulla formazione, agevolare l’accesso al credito. Sono queste, in estrema sintesi, le richieste che i giovani costruttori lanciano a margine del convegno “Work in progress. Idee e prospettive di un territorio che cambia” organizzato dal gruppo Giovani Imprenditori Edili dell’Ance Salerno e svoltosi nella sede dell’ANCE Salerno a Torrione, moderato dal professor Pasquale Persico, ordinario di Economia Politica all’Università degli Studi di Salerno.
«È incredibile – ha detto nel presentare il dibattito Antonio Lombardi, presidente dell’ANCE Salerno – che oggi si stia ancora discutendo dei Fondi Strutturali Europei 2007-2013, a pochissimi mesi dalla scadenza del programma. Siamo ad un ritmo di spesa del 10%, laddove ad oggi doveva essere impiegato il 50% delle risorse. Dobbiamo ridisegnare tutte le politiche dello sviluppo ed essere schietti ed obiettivi: i patti territoriali e la concertazione, ad esempio, sono state assolutamente fallimentari. Se si vuole uscire dal tunnel bisogna avere il coraggio di sburocratizzare: è assurdo che oggi per realizzare un’opera occorrano ben 18 pareri. La Conferenza di Servizi Unificata che avrebbe dovuto risolvere queste difficoltà, non funziona: troppi funzionari vi partecipano semplicemente per ritirare la documentazione e riservarsi ogni decisione. Così si affoga nella burocrazia e nelle carte: basti pensare che oggi a Salerno per risolvere il problema dell’erosione stiamo investendo le risorse stanziate dalla Finanziaria 2001».
Critiche e preoccupazioni condivise da Roberto Scermino, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori dell’ANCE Salerno, che dopo aver sottolineato il trend allarmante dell’edilizia ha invocato «Investimenti sulla formazione: oggi è un settore assolutamente trascurato, ed invece bisognerebbe attivare interventi di qualificazione anche di funzionati e dirigenti pubblici». Quanto alle problematiche urbanistiche ha evidenziato che «mancando i Puc, si continua ad intervenire a macchia di leopardo senza alcuna logica pianificatoria. Non si può continuare ad investire in variante urbanistica»
Critico anche l’intervento di Gaetano Chirico, presidente dell’I.A.C.P. Salerno: «Bisogna lavorare all’insegna dell’efficienza. La Giunta regionale entro la prossima settimana varerà le linee guida del Piano di Edilizia Residenziale Pubblica. Bisogna organizzarsi in tempi rapidi affinché gli interventi in cantiere vengano concretizzati con celerità. Se riusciremo a spendere subito i 41 milioni disponibili con il Piano Caso di Berlusconi, potremmo attivare nuovi progetti e rivendicare nuove risorse. Risorse che però vanno impiegate e spese subito: non ci si può vantare, come ha fatto qualche mio predecessore, di chiudere il bilancio in attivo, con una notevole disponibilità di cassa. Questo equivale ad ammettere che non ci sono state le capacità per programmare e investire. Penso ad esempio al piano di manutenzione degli edifici I.A.C.P. che prevedeva stanziamenti per 16 milioni di euro che pure avrebbero garantito un sollievo, ancorché minimo, al comparto delle costruzioni. Ebbene dei 13 interventi programmati, ne è partito soltanto uno».
Quanto alla programmazione urbanistica, anche Chirico è stato molto critico: «Purtroppo il dato legato all’adozione dei PUC in provincia di Salerno è ancor più negativo di quanto si è detto. Perché se è vero che soltanto sei comuni hanno attivato l’iter deliberativo ed appena uno, Salerno, l’ha concluso, c’è anche da dire che nel capoluogo l’approvazione è datata 2005. Non è partito ad oggi un solo intervento previsto dal PUC e non c’è allo stato un solo piano attuativo».
Motivi di preoccupazione sono venuti anche dal vice presidente della Provincia di Salerno Anna Ferrazzano: «Oggi s’impone più morigeratezza nella erogazione di finanziamenti e contributi pubblici. Lo farà anche la Provincia, che investirà solo su interventi produttivi o remunerativi». Quindi ha rappresentato le grandi difficoltà operative degli enti locali, dopo i tagli apportati dalla manovra Tremonti: «La crisi – ha detto – ha fortemente contratto gli investimenti in infrastrutture, al sud più che al nord. Ma qui scontiamo anche ritardi, scarsa capacità di spesa, incapacità politica. Occorre quindi meno burocrazia, più leggerezza, ma anche più responsabilità. Anche il mio assessorato ha risentito dei tagli della manovra economica: ho perso 1,5 milioni di euro riservati al mantenimento dei Centri per l’Impiego. Ma devo obiettivamente ammettere che in tempi di crisi, 12 centri per l’impiego in Provincia di Salerno, sono troppi: possono essere ridotti. Temo altri tagli sui fondi Por 2007-2013 per ulteriori 50 milioni di euro, assegnati ma a rischio, stando a quanto mi ha detto il presidente della Regione Stefano Caldoro, per lo sforamento del patto di stabilità. Potremmo perdere queste risorse oppure, come confidiamo vivamente, incappare in forti ritardi nell’erogazione».

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di Redazione
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