Istruzione e lavoro / Università

Commenta Stampa

Per i magistrati la riforma è stata un fallimento

Corte dei Conti:"La laurea breve è da bocciare"


Corte dei Conti:'La laurea breve è da bocciare'
19/04/2010, 22:04

ROMA - Certo il primo pensiero che viene in mente è:"E ci voleva la Corte dei Conti per dirlo?". La risposta è altrettanto semplice: per dirlo sicuramente no, ma per confermarlo probabilmente si. Per la magistratura contabile, dunque, "l'esperimento" delle cosiddette Lauree brevi può dichiararsi quasi del tutto fallito.
Motivo? Non sono stati raggiunti gli obbiettivi d'incremento della qualità dell'offerta formativa. I laureati sono relativamente aumentati ma, al contempo, il peso specifico dei titoloi accademici è crollato; devastato da una nuova tipologia di studi che si è dimostrata inefficace e poco adatta sia per chi intente lavorare in Italia che per chi vuole andare all'estero. Un titolo che, più che breve, risulta quindi nella maggior parte dei casi inutile.
Certo gli atenei non devono essere degli uffici di collocamento ma, se oltre a non garantire sbocchi occupazionali, non riescono nemmeno a fornire una base culturale degna di tale nome, allora diventano nient'altro che diplomifici stracolmi di nozioni e vuoti di prospettive. La Corte dei Conti denuncia anche un'eccessiva ed ingiustificata frammentazione dei corsi di laurea coniugata ad un aumento delle sedi decentrate. In sintesi, si legge nel documento della corte "gli effettivi sbocchi occupazionali che offrono i diversi corsi di laurea dovrebbero guidare l'andamento delle immatricolazioni e l'orientamento degli studenti verso le differenti tipologie di crisi". I primi bocciati, a rigor di logica, dovrebbero dunque essere i promotori ed attuatori di questa riforma; una classe politica trasversale che va da sinistra a destra e fallisce miseramente.

Commenta Stampa
di Germano Milite
Riproduzione riservata ©