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COSIP: Brunetta smetta di contare le auto blu e le dia alla Polizia


COSIP: Brunetta smetta di contare le auto blu e le dia alla Polizia
26/06/2010, 20:06

“Sarebbe ora che il Ministro Brunetta smettesse di contare le auto blu e iniziasse a ridurle in maniera drastica, magari trasferendo gran parte di questo enorme parco mezzi alle Forze dell’Ordine, che ne hanno un disperato bisogno”. A sostenerlo è Franco Maccari, Segretario Generale del COISP – il Sindacato Indipendente di Polizia, commentando i risultati del questionario del Ministro della Funzione Pubblica, secondo il quale in Italia ci sarebbero almeno 90 mila ‘auto blu’, che costano ai cittadini quasi 90 milioni di euro all’anno. “Le cifre – spiega Maccari – sono riferite ad appena il 26% delle amministrazioni locali che hanno risposto al questionario, quindi appaiono realistiche le stime delle associazioni dei consumatori che quantificano in almeno 500 mila le ‘auto blu’ in Italia, contro le 70 mila degli Stati Uniti, le 65 mila della Francia e le 50 mila della Germania”. “E’ vergognoso – continua Maccari – che lo Stato spenda decine di milioni di euro per scarrozzare politici, amministratori e burocrati, mentre le nostre vecchie Volanti spesso restano in autorimessa perché senza carburante o perché non ci sono i soldi per la manutenzione. E’ scandaloso – conclude il leader del COISP - che per affrontare la crisi finanziaria si taglino le risorse a chi deve garantire la sicurezza dei cittadini, mentre si continuano a garantire assurdi ‘status symbol’ – perché soprattutto di questo si tratta – a una casta che ha a cuore solo i propri privilegi anziché i diritti dei cittadini”. Ma è parimenti scandaloso per non dire altro, che il RESPONSABILE del dicastero di questa materia, abbia la faccia tosta di far passare un questionario quale azione di Suo merito! LUI è, funzionalmente, IL RESPONSABILE di questa materia e non dovrebbero servirgli questionari o panzane varie per fare il SUO lavoro! Se non se lo ricorda e se la memoria dei vari lacchè e plauditori a cottimo è labile, vale la pena ricordarlo!

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di Redazione
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