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Costituzione Sindacato Comparto Sicurezza e Difesa S.C.S.D.


Costituzione Sindacato Comparto Sicurezza e Difesa S.C.S.D.
16/02/2011, 16:02

Roma, 16 febbraio 2011 - Si è costituito l’organizzazione sindacale denominata “Sindacato Comparto Sicurezza e Difesa” S.C.S.D., con sede in Roma via delle Milizie, 96. La costituente O.S. è già operativa attraverso propri dirigenti nelle regioni di: Lombardia, F.V.G., Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Antonio de Lieto tra i fondatori del sindacato, è stato nominato Segretario Generale e Pacilio Elio, Presidente Nazionale. Il Segretario Generale Antonio de Lieto ha dichiarato: “I processi di cambiamento avvenuti sul piano economico e sociale in questi ultimi anni hanno modificato in modo evidente lo scenario di riferimento in cui operano le Amministrazioni del Comparto Sicurezza e Difesa facendo nascere nuovi bisogni sia a livello di sistema sia per le singole categorie di cittadini. Il novecento, sta crollando e l’insieme dei regolatori economici e sociali costruiti nei decenni scorsi appaiono inadeguati ad affrontare le sfide derivanti dai grandi processi determinati dalla globalizzazione. Le disuguaglianze negli ultimi anni sono aumentate e non si può rischiare di caricare gli oneri di questo cambiamento su una parte sempre più larga della popolazione, mentre cresce l’evasione fiscale, il lavoro sommerso e i nuovi fenomeni di sfruttamento del lavoro. I mutamenti che si sono prodotti in questi ultimi anni sulla gestione del trattamento pensionistico del personale civile e militare e quelli, che si andranno ulteriormente a realizzare nel prossimo futuro, ci hanno indotto a pensare che occorreva fare qualcosa, che qualcuno doveva arrivare alla tutela della pensione di tutti coloro che hanno indossato la divisa, con un fatto concreto: realizzare un Sindacato che rappresentasse i pensionati. La nostra Decisione, maturata dalla constatazione che il personale in quiescenza o in congedo non ha più, ed avrà sempre meno in futuro, quel rapporto verso l’amministrazione di appartenenza. Le nuove regole e le strategie delle amministrazioni determineranno ricadute importanti sul piano delle politiche di gestione di circa oltre un milione fra pensionati e congedati diretti o indiretti del Comparto Sicurezza e Difesa che sino ad oggi non erano rappresentati da alcuna organizzazione sindacale di settore. Oggi, grazie al S.C.S.D. lo saranno e siamo orgogliosi e fieri di rappresentarli. Il S.C.S.D. è nato per non appartenere alle lobby sindacali, per non tradire chi ha indossato un divisa ed ha servito lo Stato, per costituire un sindacato nuovo, che sia l’espressione della volontà degli iscritti tutti e non della manipolazione di pochi. Noi del S.C.S.D. riteniamo che Il sindacato deve essere in possesso di una strategia coerente condivisa da tutti e non conflittuale, ben consapevole del suo peso, e deve comprendere che realmente deve intervenire nelle distonie della P.A. con l’intento di correggerle, e, soprattutto, di ridare fiducia ai pensionati del Comparto Sicurezza e Difesa con un’attività che consenta ad essi di essere partecipi, non più, quindi, forme oligarchiche e detentrici di quei meccanismi che non permettono la conoscenza e la nazionalità dei propri diritti, che sono in contrasto con l’esigenza di democrazia che s’avverte sempre di più all’interno delle istituzione e del sindacato nei suoi valori più alti. E’ necessario, oggi più che mai, di un sindacato nuovo nei fatti e nelle idee che si propone un modo di affrontare le problematiche guidato da uno spirito critico, attento il più possibile a leggere le richieste provenienti dal personale ma, con minore intensità, anche a cogliere le tensioni e le pulsioni che agitano la società civile, fatta di gente onesta che chiede un effettivo miglioramento della qualità della politica italiana. Insomma, un sindacato volto ai “ problemi seri” con la ferma volontà di perseguire le soluzioni a partire da quelle proprie del Comparto Sicurezza e Difesa che sia presente, responsabile e partecipativo. Gli obiettivi che ci prefiggiamo sono molteplici e il ventaglio delle proposte altrettanto ampio e variegato fra cui: Previdenza Complementare per il Comparto sicurezza e Difesa; Riconoscimento della Specificità del Comparto Sicurezza e Difesa; Riconoscimento del lavoro Usurante per il Comparto Sicurezza e Difesa; Revisione della normativa sul comitato di verifica per il riconoscimento delle Cause di Servizio , delle pensioni privilegiate; Pensione di reversibilità al 100% ; abolizione del cumulo di reddito tra coniugi; Pensione anticipata di 5 anni ai familiari che assistono non autosufficienti; Raddoppio della indennità di accompagnamento e delle pensioni di invalidità; Agganciamento delle pensioni ai contratti di lavoro; Restituzione di quanto versato per chi non matura il diritto alla pensione; Abolizione IRPEF su pensioni e bollette; Libera scelta dell’età di pensione; Pensione d’invalidità anche agli ultra 65enni ; Contributi alle famiglie che assistono gli anziani non autosufficienti ; Contributo figurativo alle donne di due anni per ogni maternità”.

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di Redazione
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