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Costruzioni, il patto di stabilità mette a rischio il patto sociale


Costruzioni, il patto di stabilità mette a rischio il patto sociale
16/06/2010, 16:06


NAPOLI - “Da questa crisi ne usciamo solo se siamo uniti, Nord e Sud. Nessuno si illuda che le battaglie condotte isolatamente siano risolutive”. Queste le parole del Presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti, alle Assise delle costruzioni del Mezzogiorno, che denuncia come il patto di stabilità degli enti locali e le lentezze burocratiche rischino di rompere la tenuta del patto sociale. “Non è più accettabile subire ritardi nei pagamenti da parte della p.a. La maggioranza delle nostre imprese denuncia un ritardo superiore ai 6 mesi e questo si è manifestato maggiormente con la crisi. Oggi anche le Regioni e i Comuni hanno capito la gravità del fenomeno e protestano per una revisione di alcune regole del patto”. “50mila posti di lavoro persi nel 2009, gare per lavori pubblici quasi dimezzate in valore negli ultimi 7 anni, con ulteriore mazzata del 17,6% soltanto nel primo trimestre di quest’anno – ha affermato il Presidente del Comitato Mezzogiorno e Isole di ANCE, Angelo De Cesare -: sono le cifre del dramma dell’edilizia al Sud, dove pesano ancora di più perché qui i lavori pubblici hanno un’importanza molto più elevata che nel resto d’Italia”. “E il peggio deve ancora arrivare – ha denunciato Nunziante Coraggio, presidente di ANCE Campania -: ci sono casi di lavori finiti e non pagati anche da due anni, con le imprese costrette a chiudere per crisi di liquidità. Temo conseguenze sociali molto pesanti. E non so se chi ci governa abbia davvero compreso la gravità del problema”. La via d’uscita è necessariamente all’insegna dell’unità. L’appello lanciato dal Presidente Buzzetti e sollecitato da tutto il Comitato per il Mezzogiorno dell’ANCE, promotore dell’assise dei Costruttori del Sud che si è tenuta stamane a Caltel dell’Ovo, è stato raccolto dai governatori dalla Campania e della Puglia, Stefano Caldoro e Nichi Vendola, che hanno risposto concordando sulla necessità di superare le gelosie regionali, individuando 3-4 grandi progetti infrastrutturali strategici per lo sviluppo del Mezzogiorno sui quali chiedere e ottenere una deroga al patto di stabilità”.

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di Redazione
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