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Crisi. Unimpresa, “Si salvi chi può”, il manifesto dei Giovani Imprenditori


Crisi. Unimpresa, “Si salvi chi può”, il manifesto dei Giovani Imprenditori
25/05/2012, 13:05

Si intitola "Si salvi chi può" il manifesto dei Giovani Imprenditori di Unimpresa presentato questa mattina a Sorrento.
Cinque idee, per rimettere in moto l'Italia, contenute in un documento che sarà consegnato nei prossimi giorni all'esecutivo guidato da Mario Monti.
Lavoro, investimenti, fisco, pubblica amministrazione e legalità sono, secondo il presidente dei Giovani Imprenditori di Unimpresa, Alessandro Sansoni, "i punti cardine intorno ai quali deve essere innestato un serio e tempestivo piano di rilancio dell'economia italiana".
A partire dal lavoro dove, ha spiegato Sansoni, è necessaria una "riforma dei meccanismi di regolamentazione dei rapporti di lavoro, con forme di partecipazione e controllo dei lavoratori nell’impresa, per aumentare la produttività e favorire un rapido inserimento, specialmente al Sud, delle donne e dei giovani nelle aziende".
Sul fronte degli investimenti Unimpresa Giovani chiede un ampio piano di investimenti pubblici, in particolare di grandi infrastrutture, "al fine di dare alle imprese nuove opportunità di sviluppo e quindi di creazione di nuovi posti di lavoro, con un rilancio degli investimenti a maggior impatto socio-economico e a minor impatto ambientale, e utilizzando anche i finanziamenti europei".
Terzo punto, il fisco con un "contrasto all’evasione fiscale finalizzato a reperire risorse per la riduzione della pressione fiscale - si legge nel documento - Nell’ambito di questa azione riformatrice, l’Irap (Imposta regionale sulle attività produttive) è la prima tassa da inserire nel piano volto al progressivo abbattimento del peso del fisco sui bilanci delle imprese. La necessaria copertura finanziaria va individuata nell’ambito dei tagli alla spesa improduttiva".
"E' necessaria anche una riforma della pubblica amministrazione - ha aggiunto Sansoni - con interventi di semplificazione e di riordino delle strutture amministrative, volti al conseguimento di livelli più alti di efficienza e integrità. Ancora, lotta agli sprechi, tagli alla spesa improduttiva e ai costi della politica, riduzione delle province e del numero dei parlamentari e snellimento della giustizia civile".
Ma, soprattutto, contrasto a tutto campo alla criminalità organizzata, "con azioni mirate ed efficaci - ha concluso il presidente dei Giovani Imprenditori di Unimpresa - volte a colpire gli interessi economici delle organizzazioni e le loro infiltrazioni nell’economia illegale che proprio in una fase recessiva trovano terreno fertile".
"Sono convinto che le basi per ripartire non manchino - è intervenuto il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi - L’Italia ha un patrimonio enorme: l’artigianato, l’agricoltura, il turismo, la pesca tanto per citare alcuni pezzi pregiati del nostro Paese".
Per il numero uno di Unimpresa, "gli imprenditori sono disposti a fare sacrifici, ma in cambio di progetti, di programmi, di sostegni necessari a trovare la forza per investire e credere nel futuro. Bisogna restituire credibilità al Paese e cercare di dare un domani alle imprese italiane.

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di Redazione
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