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Distribuzione kit diabetici. Dura presa di posizione dei farmacisti


Distribuzione kit diabetici. Dura presa di posizione dei farmacisti
10/06/2011, 15:06

I pazienti diabetici non potranno più ritirare nelle farmacie campane i prodotti necessari alla loro salute. Siringhe ed aghi per insulina, strisce reattive per glicemia, lance pungi dito non saranno, infatti, più distribuiti dalla oltre 1.700 farmacie presenti sul territorio regionale.

Tutto scaturisce dalla gara di appalto indetta da Soresa, la società regionale per la sanità. La distribuzione dei kit per diabetici passa, così, ad una società privata. Ma Federfarma Campania non è convinta della bontà dell’operazione. Innanzitutto per una questione di costi. Il risparmio ipotizzato da Soresa non è reale in quanto tra l’offerta della società aggiudicatrice dell’appalto (circa 48 milioni di euro) e la proposta formulata da Federfarma, c’è una differenza di circa 1 milione di euro. Dunque, c’è una contraddizione tra la necessità di rimediare al pesante deficit del settore e l’affidamento ad un costo più elevato della distribuzione dei presidi per diabetici. Insomma si vuol risparmiare ma nei fatti si attuano accordi più onerosi per le casse della sanità campana. Ma ci sono anche problemi di carattere logistico ed organizzativo, come la capillarità della rete delle farmacie. Ma anche professionalità ed esperienza. Caratteristiche certamente impossibili da replicare da parte di un singolo operatore. Sino ad oggi, infatti, l’ammalato provvedeva a ritirare i presidi sanitari presso la farmacia di fiducia. Ed al farmacista poteva chiedere consigli e indicazioni. Del caso si è parlato questa mattina a Napoli nel corso di una conferenza stampa a cui hanno preso parte il presidente di Federfarma nazionale, Annarosa Rocca, quello regionale, Nicola Stabile e i presidenti provinciali Luigi Cardillo (Avellino), Vincenzo De Lucia (Caserta), Michele Di Iorio (Napoli), Leonardo Accarino (Salerno) e Giovanni Vallone in rappresentanza di Benevento. Presente anche il presidente regionale dei farmacisti rurali, Mario Flovilla. “In questo modo i cittadini vengono privati – ha dichiarato Nicola Stabile, presidente di Federfarma Campania – di una rete insostituibile com’è quella delle farmacie. Ed a costi elevatissimi per la collettività. Basti pensare che nel territorio dell’Asl Napoli 1, dove risiede il 40 % dei pazienti diabetici campani e il servizio è quindi più complesso ed oneroso, in questo periodo l’azienda sanitaria spende ogni mese 500 mila euro in più, quattro milioni di euro negli otto mesi di transizione. Ad oggi, quindi, una cifra nettamente superiore alla proposta formulata dalle farmacie ed in contrapposizione alla necessità di risparmiare in una Regione commissariata”. Emblematico il caso della provincia di Caserta dove l’ex commissario straordinario Paolo Menduni aveva deciso di non aderire al servizio affidato dalla Soresa in quanto le farmacie già dal 2007 avevano garantito risparmio e prestazioni di eccellente qualità. “Ma è stato inutile – ha precisato Vincenzo De Lucia, presidente di Federfarma Caserta – perché Soresa ha obbligato l’Asl ad aderire alla cessione del servizio. Mi chiedo il perché”. Per Michele Di Iorio, presidente di Federfarma Napoli, “ la Regione Campania intende privarsi di un enorme patrimonio, la conoscenza che i farmacisti trasferiscono giorno dopo giorno a cittadini in difficoltà. Probabilmente in Regione non hanno la coscienza per poterlo apprezzare. Mi auguro che non debbano spiegarlo ad una Procura della Repubblica”. Perplessa Annarosa Racca, presidente nazionale di Federfarma. “Non potevo non esserci – ha spiegato – anche perché si sta mettendo in dubbio la ricchezza rappresentata

dalla farmacia italiana che continua ad essere apprezzata dai cittadini: la farmacia è vicina ad ogni casa e ad ogni cittadino; offre professionalità ed esperienza, senza tener conto dell’informatizzazione. Tra l’altro in Campania non è stata rispettata la convenzione che regola i rapporti tra le farmacie e il Servizio Sanitario Nazionale. Il diabete è una malattia sociale importante ed è in aumento. Rinunciare ad un presidio sanitario insostituibile come la farmacia significa creare enormi difficoltà ai cittadini. Tra l’altro il progetto “web care”, garanzia di economicità e qualità, presentato in Regione non è stato preso in considerazione. Federfarma si occuperà di questo problema con l’augurio che la Regione Campania ci ripensi”.

Sulla vicenda si è in attesa del pronunciamento del Consiglio di Stato. Mentre la Commissione speciale del Consiglio regionale per la trasparenza e il controllo delle attività della Regione e degli enti collegati, con una propria determina, ha inviato il presidente della Giunta regionale, Stefano Caldoro, e i sub commissari alla Sanità, ad intervenire “al fine di procedere ad una completa ed esaustiva istruttoria del caso, anche per verificare la correttezza giuridica e procedimentale degli atti posti in essere dalla società regionale Soresa. Nell’immediato, auspica un intervento di autotutela della Soresa.”.

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di Redazione
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