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Domani a Venezia il “Memory Day”, nel ricordo delle “Vittime del terrorismo, mafia, del Dovere, e di ogni forma di criminalità”


Domani a Venezia il “Memory Day”, nel ricordo delle “Vittime del terrorismo, mafia, del Dovere, e di ogni forma di criminalità”
18/11/2009, 09:11


VENEZIA - Si alza domani a Venezia il sipario sul “Memory Day”, manifestazione fortemente voluta da Franco Maccari, Segretario Generale del COISP – il Sindacato Indipendente di Polizia. Maccari, raggiunto dai cronisti delle principali testate giornalistiche, sottolinea quanto forte sia la volontà del Coisp, dei vertici organizzativi e dei suoi iscritti, di alimentare il percorso del ricordo, di foraggiarlo con celebrazioni condivise che scoraggino il rischio, perennemente attuale, della rimozione degli eventi: “Il nostro- afferma Franco Maccari - è un Paese strano non avvezzo a curare la testimonianza dei propri martiri ma abituato a considerare un presente arido e egoista che tralascia ciecamente la rimembranza dei suoi Eroi. Costoro, nell’economia del fare, appaiono spesso ingombranti se non scandalosi. Se la nostra classe dirigente dedicasse ogni giorno un minuto nel risveglio della storia scandita dal sangue dei giusti di questa nazione, aiuterebbe se stessa e il popolo italiano nell’edificazione di una società etica, moralmente più sana, capace di trasmettere gli eterni valori dell’onestà, del sacrificio, della forza delle idee e non di quelle delle armi alle più giovani generazioni, inaridite dallo sconforto dell’attuale eredità culturale”. Maccari continua ponendo l’accento sul significato della giornata che non ha solo il carattere commemorativo ma anche una valenza, inimmaginabile in termini di riflessione spirituale, per i familiari delle Vittime del terrorismo e delle mafie troppo spesso umiliati dalle lentezze delle risposte della classe dirigente, frustrate dal mancato riconoscimento della valenza del sacrificio dei propri cari. “Quando cercheremo di trasmettere ai nostri figli le realtà che hanno connotato il clima degli anni di piombo o quello delle più efferate stragi mafiose, - continua il Segretario Generale del Coisp - dovremmo spiegare anche le ragioni del vuoto del dopo emergenza. Se consideriamo che il Giorno della Memoria dedicato alle Vittime del terrorismo interno e internazionale e delle stragi è una ricorrenza fissata il 9 maggio (data del rapimento di Aldo Moro) espressa da una norma del maggio del 2007 e che il debole impianto normativo che sorregge in termini quantitativi i familiari delle Vittime è datato 3 agosto 2004, il vuoto temporale di decenni di silenzio colpevole ci appare scandaloso. Un vuoto ancor più scandaloso di quel presente emergenziale, quando i nostri fratelli, i nostri caduti e i sopravvissuti, dovevano fare i conti con la propria pelle, quando non c’era spazio e tempo per la riflessione. Ma dopo? Perché le istanze di coloro che hanno perso padri, figli, sorelle e fratelli, non hanno assunto carattere di urgenza, non hanno assunto rilievo sotto il profilo politico, perché è stato meglio non ascoltarle e stendere i lembi dell’oblio? Una bella figura agli occhi nostri e dei nostri figli non ce la fanno né la Prima né la Seconda Repubblica dove il paradigma comune che si rileva è quello di una elite sciatta se non malvagia, distratta da formulazioni o strategie troppo elevate orientata a perdere di vista le risposte vere, quelle che non danno solo soldi ma soprattutto senso al vivere civile, costrutto motivazionale, fondamenti civici. In questo caso risposte al sangue versato. Un sangue di serie B.”. “Il “Memory Day” serve dunque - conclude il leader del Sindacato Indipendente di Polizia - anche a recuperare il vero senso della storia, attraverso l’approfondimento della memoria, per trasmettere un messaggio di verità, anche di dolore rinnovato e di sacrificio perenne. Perché potranno esistere ex terroristi o ex mafiosi ma non vi sarà mai una ex vedova o un ex orfano. Noi siamo qui a rappresentare, con la memoria del passato, la nostra storia ma anche a fornire le basi per una nuova sicurezza, certamente arricchita dalla testimonianza viva di chi nel dolore e nel sangue ci ha preceduti”.

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di Redazione
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