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Conferenza dei sindacati: "Il testo bloccato in Consiglio"

E Bassolino dimentica pure la legge regionale sul lavoro...


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E Bassolino dimentica pure la legge regionale sul lavoro...
12/10/2009, 17:10

NAPOLI - I disoccupati scendono in piazza in cerca di un lavoro che non c’è, le fabbriche continuano a chiudere, i processi di deindustrializzazione si diffondono a macchia d’olio, in città e in provincia. Gli ammortizzatori sociali uno strumento di assistenza che non dà futuro. Il precariato non regolamentato, la discriminazione delle donne e le opportunità precluse, il lavoro nero e lo sfruttamento. Stamattina (12 ottobre), presso la sede della Uil Campania, al Varco “Pisacane”, i sindacati Cgil, Cisl e Uil, si sono dati appuntamento per discutere dei punti principali della nuova legge regionale sul lavoro. Il testo è stato licenziato con l’ok dei rappresentanti dei lavoratori, alla Regione le commissioni lo hanno analizzato ed approvato all’unanimità. Un consenso bipartisan. L’iter, però, inspiegabilmente, si è fermato in Consiglio. Le divisioni all’interno del centrosinistra ostacolano l’approvazione della legge che, per la prima volta nella storia, disciplina ogni settore del mercato del lavoro alla luce delle problematiche territoriali emerse in questi anni. Mancano pochi mesi alla fine della legislatura. A marzo si voterà per il rinnovo del consiglio regionale. C’è poco tempo per incassare il risultato. I sindacati sono preoccupati.
“La Regione approvi subito la legge regionale sul lavoro - è l’appello lanciato stamane dai segretari di Cgil, Cisl e Uil, rispettivamente Davide Pastore, Matteo Vitagliano e Giuseppe Ferrara -. In una regione come la Campania con il più alto tasso di disoccupazione, di lavoro sommerso, precarietà e con gli indici del Pil a picco, la legge regionale costituisce una priorità per dare risposte serie e immediate a tutto il mondo del lavoro. Già a partire da gennaio, con la fine della cassa integrazione ordinaria per alcune aziende, saremo di fronte a migliaia di lavoratori che non avranno più un sostegno al reddito. La nostra è una rivendicazione forte, volta non solo all’erogazione di ammortizzatori sociali ma anche al reimpiego di quanti sono stati espulsi dal lavoro. Una parte fondamentale della legge è infatti quella che vincola le imprese che ricorrono alle sovvenzioni regionali al reinserimento dei lavoratori espulsi dai processi produttivi”.
Belle parole, peccato, però, che all’appello manchi proprio la politica. Una curiosità: in Campania è stata presentata la prima bozza di legge sul lavoro. La Regione di Antonio Bassolino sarà, come sempre, l’ultima ad approvarla. Sempre che ci riescano...

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di Giovanni De Cicco
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