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Economia Campania: Cozzolino (Pd), Terapia shock occupazione

In particolare mettere in moto occupazione giovanile

Economia Campania: Cozzolino (Pd), Terapia shock occupazione
14/06/2013, 14:00

“Il rapporto di Banca d’Italia presentato questa mattina a Napoli descrive purtroppo una situazione già drammaticamente nota. Per la Campania e per il Mezzogiorno è necessaria una terapia shock immediata per rimettere in moto la crescita e soprattutto l’occupazione, in particolare quella giovanile, che ha raggiunto livelli inaccettabili”, afferma il vice capodelegazione del Pd al Parlamento europeo Andrea Cozzolino.

“Le misure indicate da Bankitalia sono quelle che noi chiediamo da tempo: sostegno alla competitività delle imprese per allargare la domanda e incentivi per l’occupazione attraverso l’utilizzo della grande mole di risorse europee non utilizzate. Purtroppo, proprio su questo versante, l’immobilismo della Regione Campania ha compromesso l’intero programma 2007-2013. Anche il rispetto dei target di spesa indicati dal Piano Azione Coesione è solo una consolazione virtuale visto che l’avanzamento delle percentuali di pagamento del Por Fesr Campania, oggi intorno al 25%, è dovuto solo alla riduzione delle risorse dell’intero programma, ridotto da 6,2 miliardi a circa 4,3 miliardi. I pagamenti reali, quelli che contano, in un anno sono avanzati di poco più di  100 milioni di euro, passando da 990 milioni a circa 1,1 miliardi. Insomma: nulla!”.

“Noi chiediamo una riprogrammazione delle risorse in tutto il Mezzogiorno per mettere subito a disposizione di un programma per l’occupazione circa 4,5 miliardi di fondi Ue non spesi. L’obiettivo è dare a 250mila giovani del Sud, almeno 100mila solo in Campania, la possibilità poter portare all’impresa, oltre alle proprie capacità e al proprio bagaglio di formazione, anche una dotazione di 600 euro tra incentivi, taglio al cuneo fiscale e borse lavoro. In più, va istituito d’intesa con la Cassa Depositi e Prestiti, un fondo di garanzia per le imprese necessario a fare investimenti di lunga durata per l’innovazione (cambio macchinari, internazionalizzazione ecc.) e il consolidamento delle passività a breve in modo da garantire ai soggetti imprenditoriali liquidità e competitività sui mercati. Sono cose realizzabili su scala nazionale in tempi brevi. Occorre solo la volontà politica di farle. Quella che finora è mancata”, conclude Cozzolino.

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di Redazione
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