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Emergenza sangue e malattie sessualmente trasmissibili: al via Formare per Donare


Emergenza sangue e malattie sessualmente trasmissibili: al via Formare per Donare
20/04/2009, 14:04

Parte domani, martedì 21 aprile, il corso di formazione sulla donazione di sangue “Formare per Donare”,un percorso formativo incentrato sul tema della donazione di sangue e sul ruolo del volontario in tale ambito, promosso dall’ AVIS, Associazione italiana Volontari Sangue, in partnariato con Aido, Associazione italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule ed in collaborazione con le associazioni Campi Flegrei Terzo Settore ed Angeli Flegrei.
 
Tale  Corso, totalmente gratuito, è realizzato nell’ambito delle attività di formazione del Csv di Napoli (Centro Servizi per il Volontariato)
 
Il corso è articolato in 12 incontri (data di fine corso 16 giugno), ognuno da 4 ore, che si svolgeranno dalle ore 15 alle ore 19 presso l’Open Center di Pozzuoli in via Celio Rufo, 20.
 
Perché fare una corretta informazione sulla donazione di sangue, sfatando falsi miti e credenze, che generano paure, è fondamentale per far crescere il numero di potenziali donatori, tanto più se si pensa che, in questo ambito, fanalino di coda è proprio la Campania, assieme alla Calabria con 11 donatori ogni 1000 abitanti. In testa, invece, si colloca l’Emilia Romagna con 33 donatori.
 
Quindi, c’è ancora molta strada da fare per diffondere la cultura della solidarietà e della responsabilità attraverso la donazione del sangue.

 
Ecco il perché di questo percorso formativo che prevede anche alcuni moduli, dall’importanza nevralgica, sulla sessualità, con i relativi aspetti psicologici, la contraccezione, le malattie sessualmente trasmissibili, ed un ampio focus sull’Aids e le tossicodipendenze.
 
Il perché è presto detto. Precoci, disinformati, promiscui. Particolarmente a rischio sono i giovani, soprattutto gli adolescenti. Sono proprio loro infatti i primi a cadere nella rete di patologie come la clamidia, in aumento del 2 per cento o la sifilide che torna a colpire dopo anni di silenzio,e comunque di tutte quelle malattie che si contraggono proprio perché si fa sempre più sesso con chi e dove capita, facendo registrare una lenta ma incessante recrudescenza del fenomeno.
Nel mirino della malattia finiscono soprattutto i giovani perché, spiegano gli addetti ai lavori, hanno abbassato la guardia. E non prestano più attenzione ai campanelli d’allarme.
E sono proprio i giovani il bacino più ampio a cui ci si rivolge affinché divengano potenziali donatori di sangue, ma anche affinché siano strumento di sensibilizzazione rispetto al resto della popolazione. Infatti, ogni anno servono circa 2,4 milioni di unità di sangue: circa 40 unità ogni 1000 abitanti. Tutto il sangue donato non basta; alcune regioni, come la Sardegna, sono costrette per
particolari bisogni (Thalassemici) ad importare emazie concentrate da altre nazioni, soprattutto nel periodo estivo.

Infatti, la trasfusione serve per pazienti in Pronto Soccorso, per pazienti cronici, per pazienti neoplastici e in chemioterapia, per pazienti con difetti della coagulazione, per pazienti chirurgici (interventi programmati o d’urgenza) per pazienti sottoposti a trapianti di organi o di midollo osseo
Si ritiene che il 50 per cento degli Italiani (circa 30 milioni) possa donare il sangue.
 
Il sangue, quindi, significa vita. Una vita che, per essere donata, ha bisogno di una giusta formazione ed informazione da cui può nascere la consapevolezza ed il senso di responsabilità.

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di Redazione
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