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ENAIP PIEMONTE: 360 TIROCINI IN UN ANNO


ENAIP PIEMONTE: 360 TIROCINI IN UN ANNO
24/10/2008, 10:10

Il tirocinio è una delle modalità prevalenti con cui i giovani entrano nel mercato del lavoro dopo il periodo formativo. I tirocini formativi e di orientamento in Piemonte sono in continua crescita: in sei anni, dal 2001 al 2007, si sono stabilizzati intorno a 12.000 l’anno. In aumento anche gli enti promotori, che da 145 nel 2001 sono diventati 296 nel 2006. Tra questi c’è Enaip Piemonte, che solo nell’ultimo anno ha attivato 360 tirocini sul territorio regionale; 320 in provincia di Torino, 15 in provincia di Alessandria, 15 nel VCO e 10 in provincia di Novara.

 
Hanno utilizzato i tirocini gestiti da Enaip soprattutto le femmine (258) rispetto ai maschi (102); la differenza è sensibile soprattutto in provincia di Torino (280 F e 80 M) e in provincia di Alessandria (10 F e 5 M), poiché il settore di impiego è prevalentemente il terziario (commercio e segretariato), seguito dalla piccola, media e grande industria. Al contrario, nelle province di Novara (3 F e 7 M) e del VCO (5 F e 10 M), a prevalere sono i maschi, poiché i settori d’impiego sono l’artigianato e le piccole imprese.
 
Per quanto riguarda l’età, il 95% dei tirocinanti di Enaip è giovanissimo e ha tra i 16 e i 27 anni, mentre il restante 5% ha oltre i 27 anni (fino ai 50 anni). Il 70% è diplomato, il 20% qualificato e il 10% laureato. I qualificati sono maggiormente presenti nelle province piccole mentre nel torinese a fare la parte del leone sono le persone in possesso di diploma.
 
Da un’analisi sull’approfondimento degli esiti si rileva inoltre che la maggior parte di coloro che hanno usufruito dei tirocini attivati da Enaip ha trovato lavoro, l’82%; di questi, il 70% nella stessa azienda del tirocinio. “Il merito di tali risultati va condiviso con i promotori che lavorano presso i Centri Servizi Formativi Enaip- commentano la Responsabile tirocini di Enaip Piemonte Lucia Bordieri e Veruska Lo Monte- che operano sul territorio con grande attenzione alle esigenze del tessuto sociale e produttivo.
 
I tirocini – continua Bordieri- sono uno strumento cruciale per inserirsi nel mercato del lavoro–un’esperienza significa che trasforma il successo formativo in occupabilità. Si tratta di un inserimento temporaneo nel mondo produttivo, finalizzato all’orientamento delle scelte professionali o all’acquisizione di un’esperienza pratica formativa. E’ un mezzo di raccordo tra scuola e impresa. Per i giovani è un modo per interrompere il circolo vizioso della ricerca del lavoro e un mezzo per entrare nelle aziende, con la possibilità di sviluppare competenze personali e professionali. D’altro canto, per le imprese, senza oneri retributivi, è un polmone di potenzialità a disposizione, tra cui scegliere risorse umane selezionate e consapevoli, con le quali costruire percorsi a breve, medio o lungo termine”.
 
Chi sono i destinatari dei tirocini e quanto durano?
 
I tirocini riguardano tutti coloro che hanno assolto l’obbligo scolastico e si differenziano, rispetto alla durata massima prevista dalla legge, in funzione delle persone a cui si rivolgono; dai 4 mesi, per studenti di scuola secondaria, a 12 mesi per studenti universitari, a 24 mesi per soggetti diversamente abili.
 
Come si attiva un tirocinio?
 
Il tirocinio viene realizzato attraverso la stipula di una convenzione e la sottoscrizione di un Progetto Formativo, concordato tra le parti interessate. Segue la nomina di un tutor, da parte del Soggetto Promotore, che ha funzione di responsabile didattico e organizzativo dell’attività, e la nomina di un Tutor, da parte dell’Azienda Ospitante, che deve seguire il tirocinante durante la sua attività in Azienda.
 
Quali sono i diritti e i doveri del tirocinante?
 
Il tirocinio non è rapporto di lavoro subordinato, pertanto l’Azienda ospitante non ha l’obbligo di assumere il tirocinante al termine del periodo di tirocinio. Benché non sussistano obblighi retributivi, l’Azienda può valutare l’opportunità di offrire borse di studio allo scopo di incentivare il giovane a trarre massimo profitto dall’esperienza. Al tirocinante non possono essere richieste prestazioni di produttività e di lavoro straordinario e deve essere informato sull’eventuale sospensione o interruzione del tirocinio, sull’utilizzo dei servizi aziendali, sui periodi di riposo.
Il tirocinante dal canto suo è tenuto a rispettare gli obblighi di riservatezza circa i processi produttivi e di altre notizie relative all’Azienda di cui venga a conoscenza, sia durante che dopo lo svolgimento del tirocinio.

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di Redazione
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