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Etna, agevolazioni fiscali eruzione 2002

Dietrofront dell'Agenzia delle Entrate

Etna, agevolazioni fiscali eruzione 2002
13/07/2013, 11:34

ACIREALE (CT) – Tre diverse espressioni dell’associazionismo (professionale, imprenditoriale e intellettuale) sollevano una questione di rilevante importanza per le sorti di tante famiglie e imprese che vivono e operano alle pendici dell’Etna. Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, Confindustria e associazione “Amici dell’Università di Catania” insieme organizzano un convegno che chiama a raccolta alcuni tra i più importanti rappresentanti istituzionali, del mondo professionale e accademico per approfondire la duplice problematica della certezza del diritto, sul piano generale e su quello dei criteri fiscali, da applicare alle provvidenze a seguito di calamità naturali.

«Un terremoto, un maremoto, un’inondazione, una colata lavica sono eventi dannosi per cose e persone e, in virtù del principio di solidarietà nazionale, lo Stato interviene per indennizzare chi subisce il danno – commenta Antonio Pogliese, economista e presidente “Amici dell’Università di Catania” - mi riferisco ad esempio al terremoto di S. Lucia del ’90, quando venne stabilita la sospensione dei pagamenti fiscali e previdenziali e l’abbuono del 90% dell’importo sospeso, o a quello del 2002, legato all’eruzione dell’Etna, quando vennero congelati contributi e imposte con l’abbuono del 50% del sospeso. A fronte di due fattispecie identiche, l’Agenzia delle Entrate ha assunto posizioni contrastanti, notificando ai contribuenti gli avvisi di accertamento per il recupero - a tassazione - delle differenze relative ai vari provvedimenti di sospensione a seguito del sisma del 2002, con l’applicazione delle sanzioni di legge e degli interessi».

 

Una vicenda che ha alle spalle due interrogazioni alla Camera e una all’Ars risalenti all’anno scorso, e che ancora non smette di suscitare allarme sociale: sono tredici i Comuni colpiti dalla calamità (Belpasso, Ragalna, Nicolosi, Santa Venerina, Zafferana Etnea, Aci Catena, Linguaglossa, Giarre, Milo, Sant’Alfio, Acireale, Castiglione di Sicilia, Piedimonte Etneo) sui quali incombe l’ipotesi di restituire gli importi non pagati grazie alle agevolazioni della Legge finanziaria del 2007, passando di fatto dal sostegno finanziario a una penalizzazione gravosa per la popolazione e per le imprese costrette alla chiusura.

 

Se ne parlerà approfonditamente in occasione del convegno di lunedì 15 luglio, alle 9.30, nella sede della direzione generale del Credito Siciliano ad Acireale (via Sclafani 40), con il coordinamento del giornalista Carlo Lo Re , interverranno: il direttore generale Credito Siciliano Saverio Continella, il presidente Odcec Catania Sebastiano Truglio, il presidente Confindustria Catania Domenico Bonaccorsi di Reburdone, l’economista e presidente Associazione Amici dell’Università Antonio Pogliese, il vicepresidente nazionale di Confindustria Ivan Lo Bello, il ministro della Funzione Pubblica Giampiero D’Alia, il sottosegretario ministero della Giustizia Giuseppe Berretta, il sottosegretario ministero delle Politiche Agricole Giuseppe Castiglione, il deputato Basilio Catanoso, i sindaci di Catania e Acireale Enzo Bianco e Nino Garozzo, il presidente Coordinamento Personale Commissioni Tributarie Enzo Priore, il docente universitario Salvo Muscarà, l’avvocato Vincenzo Taranto, la tributarista Maria Elisabetta Pogliese, il presidente della Commissione Tributaria regionale di Palermo Umberto Puglisi.

 

Durante il convegno verranno forniti numeri e dati relativi agli avvisi di recupero fiscale da parte dell'Agenzia delle Entrate di Catania.

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di Redazione
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