ISTRUZIONE E LAVORO - Lavoro

FINALMENTE I LAVORATORI RISCHIANTI POSTO SARANNO ASCOLTATI

Eutelia-Agile: l'11 novembre incontro decisivo a Roma

Eutelia-Agile: l'11 novembre incontro decisivo a Roma

09/11/2009, ore 13:52 - 

ROMA - Finalmente qualcosa si muove per i lavoratori di Agile-ex Eutelia e Phonemedia. Due aziende accomunate, oltre che dalla proprietà - probabilmente (ma non è così chiaro) il gruppo Omega, diecimila impiegati circa in tutta Italia - dal triste destino che si prospetta per i loro dipendenti. Il licenziamento. I motivi dei dichiarati esuberi non sono noti. Da giorni negli stabilimenti Agile di Milano e Roma è stato indetto lo stato di assemblea permanente. Dal 5 novembre anche nella sede di Torino (110 esuberi annunciati su 139) e di Ivrea (109 su 172). A qualcosa la protesta deve essere servita, almeno in Piemonte. Nel giro di tre giorni infatti si sono attivati la Città Torino, il Comune e il vescovo di Ivrea, la Regione Piemonte e i parlamentari piemontesi del Pd.

Prima cosa, coinvolgere il governo.
Ieri sera, dopo due incontri distinti con i sindacati di entrambe le società, prima Phonemedia poi Agile, gli assessori regionali Teresa Migliasso (delega al lavoro) e Andrea Bairati (industria) hanno annunciato "la disponibilità a inviare a Palazzo Chigi la richiesta di una convocazione urgente di un tavolo di lavoro". E hanno confermato che, in parallelo, si metteranno in contatto con le fondazioni bancarie "per valutare la possibilità di dare sostegno alle situazioni più complesse".

La richiesta di istituire un tavolo a Roma si unisce a quella fatta dal Comune di Torino due giorni fa, riguardo ad Agile. Lunedì prossimo, in consiglio, verrà probabilmente approvato l'ordine del giorno con cui il sindaco si impegna ad attivarsi presso la presidenza del consiglio.

Sempre due giorni fa, a Ivrea, sindaco e vescovo hanno incontrato i lavoratori "in segno di solidarietà". Sono intervenuti anche i parlamentari Antonio Boccuzzi, Cesare Damiano, Stefano Esposito, Giorgio Merlo e Anna Rossomando, insieme ai dirigenti del Canavese. Che hanno promesso, tutti, di sostenere la lotta "con una forte e significativa iniziativa parlamentare".


Troppe ombre sulla proprietà

Molte cose dunque sono accadute dopo l'annuncio dell'onorevole Di Pietro di una settimana fa. Durante l'incontro con i lavoratori Agile a Torino, il parlamentare dell'Italia dei valori aveva dichiarato che presto avrebbe presentato un esposto alla procura della Repubblica sul caso.

Attorno alle figure dei proprietari e dei veri motivi che causerebbero la cessazione delle attività c'è infatti un fitto velo di mistero.
Più che un velo una nube, e anche abbastanza scura. Anche gli assessori regionali Migliasso e Bairati hanno dichiarato, in una nota diffusa ieri sera, che "stigmatizziamo il comportamento irresponsabile di questi presunti imprenditori". E ancora: "Abbiamo l'obbligo di chiedere un atto di trasparenza sulla catena di controllo del gruppo perché abbiamo di fronte un interlocutore opaco".

I lavoratori hanno sempre dichiarato di essere finiti ''in mano a professionisti del fallimento''.

Da mesi chiedono a politici e giornalisti "di fare luce su queste vicende che nascondono negli armadi dei responsabili interi cimiteri di scheletri".

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