Istruzione e lavoro / Imprese

Commenta Stampa

Federpesca, ridare centralità alle imprese nella gestione delle attività


Federpesca, ridare centralità alle imprese nella gestione delle attività
07/02/2011, 10:02

Dalle marinerie e coordinamenti di Federpesca dell¹Adriatico, riunite oggi a Chioggia presso la Sala Consiliare del Comune ­ presenti rappresentanze di Monopoli, Molfetta, Termoli, Vasto, Pescara, Giulianova, San Benedetto del Tronto, Civitanova Marche, Ancona, Cesenatico, Porto Garibaldi, Chioggia, Marano Lagunare e Grado - si leva una richiesta unanime di modernizzazione delle modalità gestionali delle attività di pesca, come risposta alla grave crisi che ha colpito il settore ittico.
Le imprese di pesca dell¹Adriatico hanno manifestato il fermo convincimento che solo attraverso lo svecchiamento del complesso di norme che regolano le attività di pesca, che risultano ormai obsolete e non idonee a contrastare efficacemente le criticità, il settore può pensare ad una ripresa ed un
rilancio: in particolare attraverso il coinvolgimento diretto degli operatori nella formulazione dei Piani di Gestione e la partecipazione nei relativi Organismi di gestione.
³La categoria è pienamente consapevole dell¹importanza di un complesso di regole che disciplinino le attività di pesca² commenta Luigi Giannini, direttore di Federpesca ³ e proprio per questo chiede l¹opportunità di partecipare da protagonisti al processo decisionale che deve fissare, nel rispetto della tutela degli stock ittici, una nuova disciplina, maggiormente flessibile, che consenta di rispondere alle sfide del mercato globalizzato, a partire da una efficace politica di contrasto alle importazioni dei prodotti ittici².
³La situazione è aggravata da un lato dalla corsa al rialzo del prezzo del gasolio, dall¹altro dall¹entrata a regime delle Misure tecniche per la pesca nel Mediterraneo, fissate da Bruxelles, che riducono le catture determinando la contrazione dei ricavi² continua Giannini² e sotto questo profilo abbiamo già chiesto al Ministro Galan di attivarsi presso le Istituzioni comunitarie per ottenere una misura specifica anticrisi, ma la vera questione per ridare centralità alle imprese di pesca italiane passa necessariamente attraverso la ridefinizione, massimamente condivisa dagli operatori, delle modalità di gestione delle attività di pesca:
l¹interruzione di tali attività, anche prolungato e differenziato per areali e mestieri, potrà anche essere una modalità percorribile, purché non sia la mera riproposizione del fermo pesca estivo uguale per tutti che da più di un ventennio ci viene ripresentato come unica soluzione possibile e che, se siamo al punto in cui ci troviamo, evidentemente così efficace non si è dimostrato².
³Dopo la riunione di Ancona dello scorso sabato abbiamo oggi meglio definito contenuti, tempi ed obiettivi² conclude Giannini² nel prossimo appuntamento, già fissato per sabato 26 febbraio a Molfetta, sempre con tutte le rappresentanze delle marinerie adriatiche, completeremo il pacchetto di proposte che non sono semplicemente anticrisi, ma si propongono di intervenire strutturalmente sui fattori di criticità, a cominciare dalla costituzione di Nuclei Promotori degli Organismi di Gestione delle GSA 17 e 18. Nei prossimi giorni avvieremo un analogo percorso per le marinerie del Tirreno e delle Isole, per tener conto delle rispettive specificità.²

Commenta Stampa
di redazione
Riproduzione riservata ©