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Fiat di Pomigliano: solidarietà dal congresso nazionale AN


Fiat di Pomigliano: solidarietà dal congresso nazionale AN
23/03/2009, 11:03

L’ordine del giorno di solidarietà ai lavoratori Fiat di Pomigliano d’Arco e per il futuro dello stabilimento “Gianbattista Vico” è stato approvato all’unanimità al Congresso nazionale di Alleanza Nazionale.
Promotore dell’iniziativa è Carlo De Falco, vicepresidente del Consiglio comunale di Pomigliano, delegato al Congresso nazionale in quanto responsabile nazionale del lavoro per Azione Giovani.
«Lo stabilimento “G.B. Vico” di Pomigliano d’Arco, che da nove anni produce l’Alfa 147 e da quattro l’Alfa 159, ha ormai esaurito il proprio ciclo produttivo – ha dichiarato Carlo De Falco - a tutt’oggi Fiat non ha ancora definito un piano industriale per lo stabilimento, nonostante le iniziative formative del 2008 per l’apprendimento del world class manufacturing e dal mese di luglio 2008, i lavoratori hanno dovuto sostenere ben 24 settimane di cassa integrazione (al 65% di ore), con uno stipendio mensile di appena 700/750euro. Al momento l’azienda ha comunicato la necessità di altre cinque settimane di cassa integrazione (fino al 20 aprile), senza però garantire le prospettive future dello stabilimento. Gli incentivi governativi per l’acquisto delle vetture ecologiche Euro5 non porteranno alcun beneficio allo stabilimento di Pomigliano, in quanto al momento produce solo motorizzazioni Euro4; i lavoratori hanno più volte tentato di portare il problema dello stabilimento “G.B. Vico” al di fuori del livello regionale, anche con azioni di forte impatto comunicativo, e la manifestazione del 7 febbraio 2009 ha portato al fermo di diversi rappresentanti sindacali, risoltosi solo grazie all’intervento sul Prefetto di Napoli di leader nazionali tra cui Renata Polverini».
«La crisi dello stabilimento “G.B. Vico” mette a rischio non solo i circa 5.000 operai di Pomigliano d’Arco ma anche l’indotto regionale ai vari livelli produttivi, stimato in circa 30.000 unità pari al 12% del Pil regionale – ha invece dichiarato Marco Cerreto, consigliere comunale di An a Caserta – ed i fondi stanziati dalla Regione Campania sono rivolti solo ai cassaintegrati Fiat e indotto di primo livello (340 € al mese per aprile e maggio, e 250 € al mese fino a dicembre), e comunque - essendo legati a corsi di formazione che Fiat non vuole far svolgere nello stabilimento - sono assolutamente virtuali. E’ per questo che auspichiamo che nel più breve tempo possibile l’azienda e i sindacati instaurino un tavolo di confronto che porti alla definizione dei piani industriali per tutti gli stabilimenti del gruppo Fiat».
Per Rosario Lopa, dirigente provinciale di Napoli di AN e delegato-questore del congresso nazionale «il documento finale approvato dimostra che le istanze sociali sono centrali in Alleanza Nazionale e lo saranno, quindi, anche nel PDL: lo dimostra che tra gli indirizzi di Governo approvati dall’assemblea c’è la graduale introduzione del quoziente familiare e l’incremento detrazioni di imposta per famiglie numerose e monoreddito nonché la riduzione dell’aliquota iva per i prodotti destinati alla prima infanzia. Andranno poi avviati altri provvedimenti simili al piano casa nonché aiuti alle imprese che sposano statutariamente la responsabilità sociale e la partecipazione dei lavoratori. Tutto dovrà condurre ad un nuovo patto sociale per affrontare la crisi economica favorendo lo sviluppo del mezzogiorno, che passa per il rafforzamento degli ammortizzatori sociali iniziando dai precari ed atipici ed il potenziamento dei fondi di garanzia per le imprese e il microcredito alle famiglie per contrastare l’usura».

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di Redazione
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