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Minacce e clima di esasperazione

Fiat:operai reintegrati non ammessi nella fabbrica


Fiat:operai reintegrati non ammessi nella fabbrica
21/08/2010, 21:08

Milano - I tre operai della fabbrica di Melfi licenziati lo scorso luglio , e successivamente reintegrati dal giudice del lavoro circa due settimane fa , sono stati invitati a non presentarsi all’apertura della fabbrica. E’ stato un telegramma , inviato dalla Fiat a comunicare che l’azienda , pur continuando a rispettare gli obblighi contrattuali fino al 6 settembre , non desidera avvalersi della loro prestazione lavorativa.
La diffusione della notizia ha scatenato un diffuso dissenso . “Siamo pronti ad agire sotto tutti i punti di vista legali, anche a chiedere l'intervento delle autorità competenti e delle forze dell'ordine» dichiara il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini. «Se la Fiat - continua Landini - lunedì non fa rientrare i tre operai in fabbrica commette un reato e continua con una condotta antisindacale». Enzo Masini , segretario nazionale della Fiom con delega al settore auto , aggiunge : "Questa è la conferma che siamo di fronte a un comportamento di natura antisindacale. Impedire l’accesso allo stabilimento è un fatto molto grave. Noi abbiamo consigliato ai lavoratori di presentarsi comunque all’inizio del loro turno dichiarandosi a disposizione per la ripresa dell’attività".
Nel contempo , il segretario regionale lucano della Fiom, Emanuele Di Nicola, precisa che ci potrebbe essere la possibilità di “una denuncia penale, perchè la Fiat in questo modo commette una reiterazione della violazione dell’articolo 28 dello Statuto dei lavoratori».
Visuale diversa appare invece quella del vice segretario nazionale dell'Ugl Metalmeccanici, Laura De Rosa : “L'ulteriore inasprimento del clima non aiuterà la vivibilità in fabbrica e la ripresa delle attività in tutto il Gruppo”, problemi ben più gravi si dovranno affrontare a cominciare dallo stabilimento di Pomigliano.

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di Alessia Tritone
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