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Fincantieri, Lucci (CISL): «L’intolleranza di certi grumi di conservatorismo rafforzano l’azione del sindacato responsabile»


Fincantieri, Lucci (CISL): «L’intolleranza di certi grumi di conservatorismo rafforzano l’azione del sindacato responsabile»
04/04/2012, 11:04

3 aprile 2012. «La Cisl Campania andrà alla mobilitazione generale se entro 15 giorni il RINA (Registro Italiano Navale) non provvederà a presentare lo studio di fattibilità dal quale dipende il futuro di Fincantieri – ha dichiarato Lina lucci a margine dell’assemblea unitaria dei sindacati che si è tenuta oggi a Castellammare di Stabia.

«Immediatamente dopo è necessaria la convocazione di tutte gli attori (Ministero, Regione Campania, Fincantieri e sindacati) per la stesura dell’accordo e la definizione del Contratto di Programma che indichi risorse, obiettivi e tempi di realizzazione.



«L’azienda, dal canto suo, deve dare corso agli impegni presi e presentare in tempi brevi un programma di produzione e le nuove commesse a garanzia della transizione.

In questo clima di unità sindacale, perseguita e voluta fortemente, nonostante le differenti posizioni su altri temi, va restituita centralità da parte di tutti ai lavoratori, di cui è comprensibile l’esasperazione determinata dai rinvii della politica e dell’impresa.



«A margine dell’incontro, invece, si è evidenziato qualche atteggiamento tipico di certi grumi di conservatorismo che nulla hanno a che vedere con i lavoratori, richiamano sistemi per fortuna superati e rafforzano l'azione del sindacato responsabile, quale è la Cisl – ha aggiunto Lucci, in merito a quanto accaduto a margine della manifestazione.



«Sono finti i tempi di quando al centro non c’era il lavoro e il lavoratore ma ben altro, è crollato un sistema di grigie commistioni, scambi sotterranei, diffusa corruzione, illegalità dilagante che ahimè ha caratterizzato un certo sistema politico e imprenditoriale, determinando la spesa di oltre 340 milioni di euro per l’area Torrese - Stabiese senza nessun vantaggio per il territorio e per i lavoratori.



«Chi appartiene a quel sistema prova inutilmente a opporsi, anche con atteggiamenti violenti, al nuovo corso definito per Fincantieri e Castellammare».



«Un percorso che ha finora portato al ritiro del piano presentato dall’a.d. Giuseppe Bono (il 3 giugno dello scorso anno), al Protocollo d’intesa che ha confermato la vocazione cantieristica di Fincantieri a Castellammare (il 9 novembre del 2011); l’impegno successivo di costruire il bacino da parte della Regione e di rammodernare lo scalo da parte dell’azienda, oltre alle rassicurazioni ufficiali anche da parte del nuovo Governo (come quelle del Ministro Passera, lo scorso 10 gennaio)».



«Il tutto è avvenuto in un contesto assai complicato, in cui – tuttavia – va ricordato che Castellammare è stato l’unico sito produttivo ad aver mantenuto una continuità transitoria delle attività durante la crisi, grazie alla commessa dei due pattugliatori».



«La responsabilità dell’azione sindacale merita immediate azioni consequenziali a cominciare dalla presentazione dello studio di fattibilità. Se così non sarà – ha concluso Lucci - la Cisl darà corso a una mobilitazione generale per riportare la politica e la parte datoriale alle proprie responsabilità. Nei prossimi giorni daremo corso a un’assemblea dei lavoratori Fincantieri iscritti alla Cisl sulle iniziative da intraprendere a breve».***


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di Redazione
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