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Formazione, al via il progetto “Donne, Politica e Istituzioni”


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Formazione, al via il progetto “Donne, Politica e Istituzioni”
21/09/2012, 17:10

NAPOLI – Al via il corso di formazione “Donne, Politica ed Istituzioni” realizzato dall’Università di Napoli Federico II e dal Dipartimento di Sociologia “Gino Germani”,  con il contributo del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Un workshop che ha registrato un boom di iscrizioni, circa 150, e che, alla seduta inaugurale, ha visto la presenza tra i relatori di esponenti autorevoli del mondo della sociologia come il sociologo e responsabile scientifico-didattico Luigi Caramiello, dell’università come la professoressa Valeria Maione, economista dell’Università di Genova e delle aziende come il direttore editoriale di Julie Italia, Livio Varriale. Nonché del preside della Facoltà di Sociologia, Gianfranco Pecchinenda e della direttrice del Dipartimento di Sociologia, Enrica Amaturo.

Il percorso formativo è stato ideato e progettato dalla project manager Monica Maietta, da sempre attiva nel settore delle Pari Opportunità e che vanta già una vasta esperienza nel campo.

Il seminario ha la durata di 200 ore e prevede la partecipazione di docenti, intellettuali, esperti, neolaureati, attraverso l’utilizzazione di metodologie didattiche innovative e strategie di formazione ad alto tasso di interattività. È  rivolto alla diffusione della cultura di genere nelle istituzioni culturali, sociali e politiche, finalizzata a qualificare e ad aumentare la presenza attiva delle donne nella vita civile.

L’obiettivo del corso è diffondere la cultura delle pari opportunità, quale aspetto centrale del rispetto dei diritti umani: la partecipazione concreta e dinamica delle donne nella dimensione sociale è da considerarsi, infatti, un fattore propulsivo, per le dinamiche economiche e politiche, un vero e proprio motore, in rapporto al meccanismo generale di sviluppo.

La Banca d'Italia ha calcolato che se il nostro paese riuscisse a centrare l'obiettivo di Lisbona, portando il tasso di occupazione femminile al 60%, allora il PIL nazionale potrebbe crescere fin'anche del 7%.

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di Veronica Riefolo
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