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Parlamento nel caos, maggioranza divisa

Gb: durissima protesta degli studenti per rincaro università


Gb: durissima protesta degli studenti per rincaro università
09/12/2010, 18:12

LONDRA - C'è chi taglia i fondi e chi aumenta le tasse: il mondo della cultura accademica sta attraversando un periodo di grandi tribolazioni in tutta Europa. Dopo l'Italia, anche l'Inghilterra viene infatti travolta dalla viva protesta degli studenti universitari. I giovani inglesi, da diverse ore, stanno letteralmente assediando il Parlamento britannico; forzando i cordoni della polizia attorno a Parliament Square e avvicinandosi alla Camera di comuni.
L'intento è quello di impedire l'approvazione di un contestatissimo disegno di legge che prevede l'aumento indiscriminato delle tasse universitarie. Gli scontri, come riferiscono le diverse agenzie di stampa, sono stati in diversi casi anche molto violenti; con alcuni agenti feriti gravemente e diversi manifestanti arrestati. Intanto, all'interno delle aule del Parlamento, la situazione non sembra per niente tranquilla; con una spaccatura della maggioranza che vede addirittura Simon Hughes, numero due dei Lib-dem, schierarsi apertamente contro la proposta lanciata dal proprio governo. Tuttavia, Nick Clegg promette che nessun liberaldemocratico alla fine voterà a sfavore del provvedimento. 
Intanto, si preparano ad una rigida opposizione sia il ministro ombra dell'Economia John Denham e praticamente tutti gli esponenti del partito Laburista. In particolare Denham non usa mezzi termini e osserva che dopo i "tagli alle università e ad altri servizi pubblici, ora se ne vuole far pagare il prezzo agli studenti". E proprio gli studenti, con il presidente del sindacato nazionale Aaron Porter, fanno presente che "
se passeranno gli aumenti quelle britanniche diventeranno le università pubbliche più care al mondo".

LE DIMISSIONI DI CROCKART
Inoltre, dopo la conferma che anche alcuni studenti sono rimasti feriti durante i tafferugli con le forze dell'ordine, arriva la notizia ufficiale delle dimissioni di Mike Crockart, collaboratore ministeriale dei Libdem uscito dal proprio partito per votare contro il provvedimento. Come si legge anche sul Tgcom, l'ex collaboratore ha motivato la sua scelta spiegando che, l'aumento significativo delle tasse universitarie,  "avrà un serio impatto sulle scelte delle persone".

LONDRA NEL CAOS
Il "Guardian" racconta di una persona riversa al suolo e priva di conoscenza e di alcuni manifestanti che si sono arrampicati sulla statua di Wiston Churchill comprendola di graffiti. Al contempo, un enorme "NO" è stato disegnato con vernice a spruzzo di colore rosso proprio sul prato che si trova davanti a Piazza del Parlamento.

L'OCCIDENTE CHE "RAZIONALIZZA"
E così, dopo averla mercificata creando corsi di laurea "su misura" attraverso i quali si poteva ottenere un titolo semplicemente pagando la giusta somma, il mondo occidentale decide di "razionalizzare" il più possibile la destinazione di risorse per la cultura accademica ed aumentare la tassazione. La prostituzione del titolo di laurea, come è oramai innegabile, è stato dunque solo il primo passo verso un baratro infinito che i più lungimiranti avevano già scorto ben prima degli anni 2000. La richiesta del titolo per un numero sempre maggiore di professioni per le quali in precedenza bastava un diploma di scuola superiore, difatti, non è servito di certo per aumentare la cultura media della popolazione. Chi lavora 12-13 ore al giorno, come facilmente immaginabile, non ha tempo ed energie per studiare seriamente e conseguire una laurea degna di definirsi tale. Per favorire il mercimonio culturale, quindi, sono nate una miriade di "Università telematiche", mini-atenei con esami decisamente "leggeri", corsi di studio improbabili e vuoti ed istituti privati come Cepu pronti a vendere il diploma di laurea a chiunque non avesse tempo (voglia?) di studiare ma possibilità di pagare.
La situazione che si è venuta a palesare in buona parte d'Europa e soprattutto in Italia, è quella di un vero e proprio esercito di disoccupati-titolati per i quali non ci sono nè futuro nè gratificazione ma soltanto tanta rabbia e frustrazione.

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di Germano Milite
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