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Giovani e crisi: cresce paura di affrontare mondo del lavoro

Risponde Roberto Re, mental coach ed esperto di public speak

Giovani e crisi: cresce paura di affrontare mondo del lavoro
06/08/2013, 14:30

MILANO - Questo periodo dell’anno, oltre che dedicato alle ferie tanto attese, rappresenta anche uno dei momenti più importanti per i giovani studenti, freschi di maturità, che non sanno da dove iniziare per entrare in contatto con il  mondo del lavoro o dell’università.

La scelta, infatti, rispetto agli anni passati, oggi risulta spesso condizionata dal quadro socio-politico che non permette di guardare al futuro con tutta la voglia e l’energia che dovrebbero contraddistinguere un momento così importante nella vita di una persona. Rispondere alla fatidica domanda: “Cosa vuoi fare da grande?”, oggi è sempre più difficile e rende i giovani già ansiosi prima ancora di effettuare una qualsiasi scelta.

Oggi è molto importante seguire un giovane di 18-20 anni non solo nella scelta del proprio percorso formativo e lavorativo, ma anche e soprattutto nella gestione delle emozioni positive e negative che derivano dal periodo storico che stiamo attraversando”, spiegaRoberto Remental coach di manager e di sportivi come Jessica RossiLorenzo Bernardi e Isolde Kostner.

I ragazzi, oltre a non avere spesso le informazioni necessarie a tradurre in pratica un’idea di lavoro, passando dal “vorrei fare” al “che fare per realizzare i miei obiettivi”, non sanno come gestire le ansie e lo stress della scelta.

Secondo Re, è possibile preparare il giovane anche attraverso alcuni semplici suggerimenti che vanno  applicati per superare la paura e l’ansia di una fase così importante nella vita di ognuno: “Questo momento rappresenta la prima vera prova della vita ed è normale avere paura e tensione, si tratta di una reazione naturale del nostro corpo”. Uno dei primi consigli da seguire, raccomanda ancora Re, è quello evitare di concentrarsi solo sulle negatività. Guardare al futuro con uno sguardo positivo permette, invece, di affrontare la scelta con la giusta motivazione e la giusta carica. Ecco quindi in breve le indicazioni da seguire per una scelta più serena:

1. Concentrarsi sul futuro in chiave positiva è il primo passo: indipendenza, primi guadagni, realizzazione personale sono tutti fattori ‘guida’ che dovrebbero permettere all’individuo di fare le scelte nel modo giusto. Se cerchi di non pensare a qualcosa…la pensi!Questo vuol dire che un giovane non deve già proiettarsi in una situazione negativa come quella della disoccupazione o della crisi economica.

2. Capire cosa si vuole davvero. Lasciar perdere i consigli ‘interessati’ che spesso ci si sente dare da persone più o meno vicine. Meglio fermarsi a pensare alle proprie attitudini, magari ripensando a ciò che ci piaceva fare negli anni del liceo, oltre alle materie in cui riuscivamo ad ottenere i voti migliori.

3. Mai mentire a se stessi: non c’è errore più grande di questo. Raccontarsela risulta spesso la strategia peggiore che a poco a poco non fa altro che corrodere profondamente la fiducia che abbiamo in noi stessi, soprattutto in una fase così delicata come quella dell’adolescenza.

4. Evitare di avere troppe regole e troppo rigide: se per sentirsi una persona di successo si pensa a esempi come Bill Gates o Mark Zuckerberg è facile cadere nell’inadeguatezza. E’ giusto avere delle regole o dei modelli a cui ispirarsi, ma è altrettanto vero che è fondamentale avere solidi paletti riguardo a ciò che riteniamo veramente importante per noi e che abbiamo deciso che vogliamo nella nostra vita per poi mantenersi flessibili sul resto, avendo un lungo menù di possibilità per star bene.

5. Infine, secondo Re, regola fondamentale per arrivare a fare scelte giuste nella vita, è non farsi mai condizionare troppo dall’ambiente e dagli altri. È completamente diverso fare qualcosa perché si ritiene giusto farlo, dal fare qualcosa perché ci si sente obbligati. Stesso discorso andrebbe applicato alle scelte universitarie che dovrebbero rispettare le aspirazioni personali. La scelta dell’università dovrebbe essere effettuata seguendo le proprie passioni e i propri interessi e dunque essere svincolata dalle prospettive future ‘inculcate’ ad esempio dai genitori.

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di Redazione
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