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I DIPENDENTI DEL CONSORZIO ITALIA INIZIANO LO SCIOPERO DELLA FAME


I DIPENDENTI DEL CONSORZIO ITALIA INIZIANO LO SCIOPERO DELLA FAME
28/08/2008, 15:08

Lunedì 1° settembre alle ore 12 nello spazio antistante Palazzo San Giacomo gli ex dipendenti del Consorzio Italia Servizi licenziati lo scorso 1° agosto incominceranno lo sciopero della fame, rimarranno lì giorno e notte in una tenda e non interromperanno la protesta fin quando non avranno certezza di essere riassunti: “Siamo tutti disperati, siamo costretti alla lotta estrema”, è quanto afferma Anna Brusco a capo del comitato di lotta, che aggiunge: “Mio marito è disoccupato, ho una figlia e un mutuo da pagare, se nessuno avrà orecchie per ascoltare mi lascerò morire di fame”. Affianco alla Brusco ci saranno anche due colleghi, Vincenzo Brosio invalido civile anche lui con moglie e figli a carico e Carmela Esposito 41 anni costretta a trasferirsi dalla madre di 70 anni che vive solo di pensione. Il più arrabbiato è Vincenzo Brosio che sbotta: “Ho fatto le pulizie per oltre 25 anni nei locali di Banca Intesa San Paolo nel Ced del Banco di Napoli e ora senza alcun motivo mi buttano fuori, abbiamo combattuto tutto il mese di Agosto e nessuno ci ha ascoltato, qui se non ci scappa il morto nessuno ci ascolterà mai, io sono anziano e ammalato mi lascerò morire tanto sarebbe lo stesso senza stipendio con lo svantaggio di dover sopportare un agonia lenta e indignitosa”. Ad assistere i tre operai lungo il loro percorso di sofferenza ci sarà Angela Cibelli innanzitutto preoccupata per la salute dei colleghi, la domanda che si pone e sempre la stessa: “Non è giusto morire per lavorare”

In queste ore 10 operai coinvolti in questa triste faccenda hanno conferito incarico di difesa all’avvocato del lavoro Piero Gaetani che, a differenza dei sindacati, si è immediatamente rivolto alla magistratura depositando una procedura d’urgenza ex art. 700 chiedendo al magistrato l’immediato reintegro sul posto di lavoro degli operai licenziati. “Su questa scelta siamo stati tutti d’accordo” afferma Francesco Mollo, che aggiunge: “L’avvocato Gaetani sarà anche il nostro portavoce, noi non parleremo più con nessuno sarà lui a parlare per noi, ci affidiamo alla giustizia, noi ci crediamo ancora e con lo sciopero della fame e del silenzio ci auguriamo che qualcuno si passi la mano sulla coscienza”
Alleghiamo al presente comunicato una breve cronistoria dei fatti, dei comportamenti, dei soprusi che siamo stati costretti a subire. E un grazie sentito e sincero da ciascuno di noi agli organi di stampa, ai giornalisti, agli operatori video, ai tecnici, gli unici che in questo mese di lotta hanno dimostrato sensibilità e ci sono stati affianco, grazie di cuore.

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di Redazione
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