Istruzione e lavoro / Imprese

Commenta Stampa

I Risultati Finanziari 2011 del Gruppo Renault


I Risultati Finanziari 2011 del Gruppo Renault
18/02/2012, 11:02

Renault annuncia un free cash flow operativo del ramo Auto pari a 1.084 milioni di euro nel 2011, in linea con gli obiettivi fissati nel proprio Piano Strategico Renault 2016 - Drive the Change.

• Fatturato del Gruppo di 42.628 milioni di euro, in crescita del 9,4% rispetto al 2010.
• Margine operativo del Gruppo di 1.091 milioni di euro, ovvero il 2,6% del fatturato, rispetto ai 1.099 milioni di euro e 2,8% nel 2010.
• Risultato operativo del Gruppo di 1.244 milioni di euro, contro i 635 milioni di euro nel 2010.
• Contributo delle imprese collegate pari a 1.524 milioni di euro rispetto ai 1.289 milioni di euro nel 2010.
• Risultato netto di 2.139 milioni di euro, rispetto ai 3.490 milioni di euro nel 2010 che includeva un plus-valore di 2 miliardi di euro legato alla cessione delle azioni B detenute in AB Volvo.
• Free cash flow operativo del ramo Auto positivo pari a 1.084 milioni di euro, ivi compresi 627 milioni di euro di variazione favorevole del fabbisogno di fondi di capitale circolante.
• Indebitamento finanziario netto del ramo Auto di 299 milioni di euro, in calo di 1.136 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2010.

«Grazie alla mobilitazione di tutti i suoi dipendenti, Renault ha fronteggiato le diverse crisi di quest’anno superando l’obiettivo di free cash flow fissato per il 2011. L’aumento delle vendite del Gruppo del 19% nei Paesi extra europei, soprattutto in Brasile e in Russia, testimonia lo sviluppo del Gruppo a livello internazionale. Nel 2012 dovremmo superare ampiamente il 43% delle nostre vendite nei Paesi extra europei, mantenendo la leadership della marca Renault in Francia e la seconda posizione in Europa», ha dichiarato Carlos Ghosn, Presidente Direttore Generale di Renault.


Il fatturato del Gruppo si attesta a 42.628 milioni di euro, in crescita del 9,4%. Sostenuta dalla dinamica commerciale e dal miglioramento del mix prodotto, l’incidenza del ramo Auto sul fatturato raggiunge i 40.679 milioni di euro, in aumento del 9,4% rispetto al 2010.

Il margine operativo del Gruppo nel 2011 è stabile a 1.091 milioni di euro, ovvero il 2,6% del fatturato, rispetto ai 1.099 milioni di euro e 2,8% del 2010.

Il margine operativo del ramo Auto progredisce a 330 milioni di euro (0,8% del fatturato) rispetto ai 396 milioni di euro nel 2010 (1,1% della cifra d’affari). L’impatto favorevole dei volumi di vendita (+455 milioni di euro) e la riduzione dei costi nell’ambito del piano monozukuri (+500 milioni di euro) non hanno compensato del tutto i fattori negativi, principalmente esterni, come l’aumento del prezzo delle materie prime per un valore di 509 milioni di euro, un effetto cambio sfavorevole per 199 milioni di euro e un impatto mix/prezzo negativo di 245 milioni di euro. Le difficoltà di approvvigionamento legate allo tsunami giapponese hanno avuto un impatto sfavorevole sul margine operativo del ramo Auto per un valore che si attesta intorno ai 200 milioni di euro sull’anno. Gli impatti hanno toccato principalmente la produzione, le offerte commerciali e la logistica.
Il contributo del ramo Finanziamento delle vendite al margine operativo del Gruppo raggiunge un nuovo record di 761 milioni di euro, una crescita di 58 milioni di euro, sotto l’effetto di un aumento dei margini e della diminuzione del costo di rischio.

Il contributo delle imprese collegate continua a migliorare e si attesta a 1.524 milioni di euro nel 2011, sotto l’impulso di Nissan, rispetto ai 1.289 milioni di euro nel 2010.

Il risultato netto, nonostante includa un plus-valore di 2.000 milioni di euro legato alla cessione, ad ottobre 2010, delle azioni B detenute in AB Volvo, si attesta a 2.139 milioni di euro, rispetto ai 3.490 milioni nel 2010. Il risultato netto del Gruppo senza gli interessi minoritari si eleva a 2.092 milioni di euro (7,68 euro ad azione).

Il free cash flow operativo del ramo Auto, superiore all’obiettivo, è positivo e pari a 1.084 milioni di euro. Beneficia del mantenimento dei risultati operativi in un contesto segnato da diverse crisi (limiti di approvvigionamento, debito sovrano) e da una gestione molto rigorosa del fabbisogno di fondi di capitale circolante e del controllo degli investimenti in un contesto economico incerto.

Questa performance consente per il terzo anno consecutivo una riduzione dell’indebitamento finanziario netto del ramo Auto che si attesta ad un livello storicamente basso di 299 milioni di euro al 31 dicembre 2011. Il Gruppo ha condotto nel 2011 una politica di riduzione del debito del ramo Auto rimborsando con anticipo i 2 miliardi di euro restanti parti del prestito dello Stato francese, mantenendo la riserva di liquidità del ramo Auto ad un livello elevato di 11,4 miliardi di euro, rispetto ai 12,8 miliardi di euro nel 2010. Il ratio di indebitamento netto sul patrimonio si assesta all’1,2% a fine 2011 (rispetto al 6,3 % a fine 2010).

In linea con la politica annunciata dal piano Renault 2016 - Drive the Change, un dividendo di 1,16 euro ad azione, che rappresenta i dividendi ricevuti dal Gruppo nel 2011, sarà posto all’approvazione della prossima Assemblea generale degli azionisti.

PROSPETTIVE 2012
Nel 2012, il mercato mondiale (Automobili + Veicoli Commerciali) dovrebbe progredire del 4% rispetto al 2011. L’evoluzione contrastata dei mercati per Regione persisterà nel 2012. I mercati al di fuori dell’Europa proseguiranno la loro crescita, in particolar modo il Brasile (+5%) e la Russia (+8%). In un contesto economico ancora molto incerto, il mercato europeo dovrebbe calare dal 3 al 4%, con un mercato francese in diminuzione del 7%. Forte del suo dinamismo internazionale, dei principali lanci (Lodgy, Clio IV, Zoe,…), di una nuova gamma di motori Energy e della messa in pratica della nuova identità design, Renault dovrebbe proseguire la crescita delle sue vendite, in linea con gli obiettivi fissati nel piano Renault 2016 - Drive the Change.

Nel 2012 il Gruppo mira ad un free cash flow operativo del ramo Auto positivo, con spese di Ricerca e Sviluppo ed investimenti inferiori al 9% del fatturato del Gruppo.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©