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Il COISP ribatte alle parole irresponsabili e pericolose di Agnoletto


Il COISP ribatte alle parole irresponsabili e pericolose di Agnoletto
12/02/2010, 20:02

Irresponsabili e pericolose. Sono questi gli unici aggettivi che possono riferirsi alle affermazioni di Agnoletto che ancora, rispetto ai fatti del G8, tira fuori argomentazioni cariche di odio che, altro non fanno, se non alimentare un clima di tensione sociale che non fa bene a nessuno, tanto meno a un processo di pacificazione necessario perché i fatti di Genova non si ripetano, ma soprattutto perché non accada più che ci siano guerriglie urbane tra manifestanti e Forze dell'Ordine. “Condividiamo quanto ha detto il Capo della Polizia Antonio Manganelli - dice Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, il Sindacato Indipendente di Polizia. - Ma soprattutto condanniamo senza se e senza ma le parole di Agnoletto, che forse dimentica che dietro quei caschi, quelle tute, quelle divise esistono uomini con le loro storie, le loro famiglie che in quei giorni erano in piazza per assicurare a una città come Genova, di poter mantenere una dignità. Ha ragione Manganelli - dice ancora Maccari - quando afferma che non si può restare prigionieri di due giorni brutti, di qualche luogo comune. In quei giorni Genova è stata devastata da migliaia di persone che hanno fatto guerriglia urbana. La città è stata aggredita e le Forze di Polizia si sono difese come hanno potuto: se hanno fatto degli errori e se questi errori meritano il vaglio della Magistratura, noi sapremo rispettare le condanne, come sapremo gioire per l'affermazione di innocenza degli Operatori di Polizia”. “Lo stesso rispetto per i poteri dello Stato come la Magistratura – conclude il leader del Coisp - lo dimostri Agnoletto, con un senso di responsabilità che fin ora non ha dimostrato, ma che può sempre aspirare a raggiungere e provi a fare uno sforzo perché nessuno si senta legittimato ad entrare in guerra con le Forze dell’Ordine che garantiscono quella libertà e quel senso di democrazia che consente allo stesso Agnoletto di parlare ancora”.

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di Redazione
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