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Il suicidio di Bruno Fortunato sconvolge la Polizia di Stato


Il suicidio di Bruno Fortunato sconvolge la Polizia di Stato
12/04/2010, 11:04

“Il suicidio di un Collega, senza un’apparente motivazione, lascia, oltre che un vuoto affettivo nel cuore, un vuoto nella mente perché troppe domande restano senza risposte. In maniera particolare ci chiediamo: di chi è la colpa di tutto ciò?”. E’ questo il commento di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia, dopo la notizia della morte di Bruno Fortunato. “Troppe volte la quotidianità, la fretta, non ci consente di valutare gli effetti che un trauma grande, come quello subito da Bruno quel 2 marzo 2003, può avere nella vita e nel futuro di uomini che indossano per lo Stato una divisa, sotto la quale ci sono emozioni, paure e pensieri”. Bruno Fortunato aveva visto morire sotto i propri occhi il collega Emanuele Petri in quella giornata che portò all'arresto della brigatista Lioce. Per quel trauma aveva chiesto il pre-pensionamento ed era presente alle manifestazioni organizzate dal Coisp in occasione del Memory Day. “La notizia del suicidio di Bruno Fortunato - dice Franco Maccari - oltre al dolore, aumenta in noi il senso di frustrazione per il fatto che nella nostra Amministrazione non si riesca a pensare, sempre per mancanza di risorse, a dei percorsi che aiutino gli uomini e le donne della Polizia di Stato a superare quei momenti di tensione accumulata che, quando non gestiti e non incanalati diventano delle vere e proprie bombe ad orologeria nella mente di ognuno”.
“Alla famiglia di Bruno - conclude il Segretario Generale del Coisp - va tutta la nostra vicinanza e solidarietà; a chi è chiamato a governare ricordiamo che la Polizia di Stato non è composta da soldatini di stagno da spostare come in un gioco, ma è fatta di uomini e donne con le loro debolezze, le loro fragilità, la loro umanità che va rispettata e tutelata”.

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di Redazione
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