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Saady: "Tutelare i loro diritti è un nostro dovere"

Immigrati, Cisl: diritti a chi lavora, punire chi sfrutta


Immigrati, Cisl: diritti a chi lavora, punire chi sfrutta
13/11/2009, 17:11

Napoli, 13 novembre. In merito alla condizione degli immigrati e allo sgombero di mercoledì, a San Nicola Vasto di Eboli (Sa), il Segretario Generale Cisl Campania Lina Lucci, ha dichiarato: «Occorrono interventi istituzionali integrati e concertati, a partire dai due assessorati regionali competenti, – Lavoro e Immigrazione – per tentare di dare risposte concrete ad un problema che – non da oggi – riguarda gli immigrati e San Nicola Vasto. I diritti dei più deboli vanno tutelati, punendo chi sfrutta la povertà e il bisogno».

«È nostro dovere condannare e denunciare sempre le condizioni pietose in cui versano i cittadini immigrati che vivono nell’ex mercato ortofrutticolo di San Nicola Varco – ha aggiunto Mohamed Saady, Responsabile regionale Cisl Immigrati -. Spesso abbiamo sollecitato un intervento atto a risolvere una situazione di estremo degrado che, in ogni caso, rispettasse la dignità di queste persone.

La maggior parte di loro è giunta in Italia regolarmente attraverso il meccanismo del decreto flussi, ma, una volta arrivata è stata completamente abbandonata dai propri datori di lavoro, si sono ritrovati a lavorare in nero, oppure hanno sottoscritto contratti fasulli, e con una paga insufficiente – continua Saady -. E questi lavoratori ancora oggi vengono sfruttati da caporali senza scrupoli, talvolta immigrati e privi dei mezzi essenziali di sussistenza.

Il progetto avviato dall’Assessore regionale all’Immigrazione Alfonsina De Felice per il rimpatrio assistito potrebbe costituire un’utile misura di contrasto ad una situazione che perdura da molto. Come rappresentante della comunità marocchina, ho sentito frequentemente gli immigrati manifestare il desiderio di poter tornare nel proprio Paese, dove, paradossalmente, le condizioni di vita sarebbero migliori. Il nostro obiettivo è dare seguito a questo progetto coinvolgendo tutti gli enti e le associazioni competenti e garantire accoglienza a chi ne ha pienamente diritto.

A causa di un sistema legislativo inadeguato la maggior parte di queste persone non riesce ad ottenere un permesso di soggiorno per motivi di lavoro, né, tantomeno, vede nel proprio futuro alcuna prospettiva di crescita. Per questo abbiamo con forza chiesto a più riprese al Governo nazionale, da ultimo attraverso il nostro Segretario Generale Raffaele Bonanni, nel corso della grande manifestazione nazionale sull’integrazione e la sicurezza dello scorso 10 ottobre, la regolarizzazione di tutti coloro che dimostrano di avere un rapporto di lavoro, in qualsiasi settore produttivo e non solo per la semplice collaborazione domestica».

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di Redazione
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