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Immigrazione clandestina, è caos negli uffici


Immigrazione clandestina, è caos negli uffici
15/09/2009, 09:09


“Speriamo che qualcuno intervenga per indicare un senso in mezzo a tutte le teorie ed impostazioni che si rincorrono in questo caotico tema dell’immigrazione clandestina. Anche se, considerata la gazzarra, solo il Padreterno potrebbe riuscire a rimettere ordine. Intanto, ai rappresentanti della Polizia di Stato non resta che scrivere a chi di competenza tutto il proprio sconforto per una corsa senza fine appresso a quelli che gli si chiede di tenere a bada, ma che non fanno che tornare a passeggio”.
Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia, interviene a seguito della rocambolesca storia di un immigrato clandestino che ha provocato la reazione della Questura di Reggio Emilia. Secondo quanto reso noto dalla stampa, quest’ultima ha inviato al ministro dell’Interno Roberto Maroni un fascicolo riguardante il marocchino clandestino Abdellah Addala, responsabile di un furto sull’appennino reggiano, dopo che il giudice di pace di Brindisi lo aveva rimesso in libertà. Il malumore degli Operatori è dovuto al fatto che il marocchino non doveva essere in Italia in quanto, tra condanne già ricevute e richieste di soggiorno respinte, avrebbe dovuto essere da tempo fuori confine dal momento che su di lui pesa un decreto di espulsione del Prefetto di Reggio Emilia. Uscito dal Cie di Gorizia per decorrenza dei termini, Addala, che nel frattempo avrebbe commesso altri reati, è stato di nuovo arrestato dalla Polizia di Reggio Emilia e trasportato al Cie di Brindisi. Il Giudice di pace pugliese, competente sulla convalida del provvedimento di espulsione, avrebbe deciso invece di non convalidare in pendenza di un ricorso sul provvedimento di espulsione e di un altro ricorso sulla non concessione del permesso di soggiorno.
“Già operare in questo settore così difficile ed esplosivo somiglia sempre più ad una impresa titanica per i nostri colleghi - aggiunge Maccari -, ma così si sfocia nell’impossibilità insuperabile. La schizofrenia del ‘sistema complessivo’ che regge le sorti di questo Paese fa una sola vittima, peraltro innocente, e cioè gli Operatori della Polizia di Stato. Poliziotti stritolati fra l’allarmismo generato strumentalmente da un Governo che realizza i suoi spot elettorali facendo leva sulle paure dei cittadini, la totale insufficienza dei mezzi, e l’inefficienza di un apparato che non ce la fa a gestire un problema che richiederebbe una programmazione seria e di lungo corso”.
“Il Coisp – conclude il Segretario Generale del Sindacato Indipendente di Polizia – non può che esprimere condivisione per l’iniziativa della Questura di Reggio Emilia, che testimonia il disagio di chi dà l’anima ogni giorno per la strada e vorrebbe trovare nei suoi interlocutori unità d’intenti, comprensione dei sacrifici messi in atto, e mancanza di qualsivoglia leggerezza e superficialità”.

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di Redazione
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